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- Diffida ad adempiere e messa in mora per fatture non pagate (Italia)Per un’impresa o un professionista non pagato da un cliente impresa: la lettera che elenca le fatture insolute, ricorda gli interessi di mora e i 40 € del d.lgs. 231/2002 dovuti senza bisogno di richiesta, fissa un termine per pagare e vale, a scelta, come diffida ad adempiere ai sensi dell’art. 1454 c.c. (almeno 15 giorni, poi il contratto è risolto di diritto) o come costituzione in mora che interrompe la prescrizione. Si invia per PEC all’indirizzo della società in INI-PEC, o per raccomandata A/R.
- Avviso di parcella e richiesta di pagamento (non fattura) (Italia)Per i lavoratori autonomi, con o senza partita IVA, che chiedono il pagamento prima di fatturare: l’avviso di parcella elenca la prestazione, il compenso, l’eventuale contributo previdenziale, l’IVA e la ritenuta, il totale e l’IBAN, e chiede il pagamento entro una data. Non ha valore fiscale e non è una fattura: chi ha partita IVA emette la fattura elettronica tramite il Sistema di Interscambio (SdI) al momento del pagamento; chi non l’ha rilascia una ricevuta per prestazione occasionale. Si invia per e-mail, PEC o raccomandata.
- Sollecito di pagamento di una fattura scaduta (Italia)Per un’impresa o un professionista che vuole ricordare a un cliente una fattura scaduta, prima di una diffida: la lettera cortese con numero, data e importo della fattura, la scadenza, la richiesta di pagare entro pochi giorni con l’IBAN, e il richiamo agli interessi di mora che tra imprese decorrono comunque dal giorno dopo la scadenza (d.lgs. 231/2002). Se il pagamento è già partito, chiede di ignorarla. Si manda per e-mail o PEC; se non basta, segue la diffida ad adempiere.
- Lettera di recesso da un contratto di fornitura o di servizi tra imprese (Italia)Per un’impresa o un professionista che vuole uscire da un contratto con un fornitore (pulizie, software, noleggio di attrezzature, manutenzione): la lettera che esercita il recesso previsto dal contratto (art. 1373 c.c.), con il riferimento alla clausola, il preavviso, la data di effetto e le richieste per chiudere il rapporto: fattura finale, ritiro dei beni, restituzione dei dati, stop agli addebiti. Si invia per PEC all’indirizzo del fornitore in INI-PEC o per raccomandata A/R. Se il contratto non prevede il recesso, la lettera non basta.
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