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Sollecito di pagamento di una fattura scaduta (Italia)
Pubblicato daDocMuse
Per un’impresa o un professionista che vuole ricordare a un cliente una fattura scaduta, prima di una diffida: la lettera cortese con numero, data e importo della fattura, la scadenza, la richiesta di pagare entro pochi giorni con l’IBAN, e il richiamo agli interessi di mora che tra imprese decorrono comunque dal giorno dopo la scadenza (d.lgs. 231/2002). Se il pagamento è già partito, chiede di ignorarla. Si manda per e-mail o PEC; se non basta, segue la diffida ad adempiere.
- Pensato per l’uso in: Italia
- Ultimo aggiornamento: 14 ottobre 2026
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Quando usare questo documento
- Una fattura a un Suo cliente in Italia è scaduta e il pagamento non è arrivato.
- Il cliente è un buon cliente e vuole solo ricordargli la fattura senza offenderlo.
- Sono passate alcune settimane dalla scadenza e il commercialista Le chiede della fattura non pagata.
- Vuole inviare un sollecito di pagamento cortese prima di una diffida formale.
Che cosa si compila
I dati richiesti dal documento.
- Mittente
- Codice fiscale del mittente
- Indirizzo del mittente
- Debitore
- Indirizzo postale del debitore (via e numero civico, CAP e città)
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- Data
- Numero della fattura
- Data della fattura
- Importo della fattura
- Data di scadenza
- Giorni concessi per pagare (almeno 15 per la diffida dell’art. 1454)
- IBAN
Domande frequenti
- Un sollecito di pagamento fa decorrere gli interessi su una fattura tra imprese?
- Non serve: tra imprese, e tra imprese e lavoratori autonomi, gli interessi di mora decorrono automaticamente dal giorno successivo alla scadenza (d.lgs. 231/2002), e spettano anche 40 € forfettari per le spese di recupero. Il sollecito ricorda il debito in modo cortese e lascia aperto il rapporto con il cliente. Se il cliente non paga, il passo successivo è una diffida o una messa in mora formale, che interrompe anche la prescrizione.
- Come conviene inviare un sollecito di pagamento a un’impresa?
- Per un primo sollecito basta l’e-mail, ma la PEC lascia una prova di invio e di consegna: ogni impresa ha un indirizzo PEC, che si trova gratuitamente nel registro INI-PEC. Una PEC mandata a un indirizzo e-mail ordinario non prova nulla di più di un’e-mail. Conservare le ricevute serve se poi si arriva a una diffida o a un decreto ingiuntivo.
- Dopo quanto tempo si prescrive il credito di una fattura non pagata?
- Il termine ordinario di prescrizione è di dieci anni (art. 2946 c.c.), ma per molti crediti periodici o di specifiche categorie la legge prevede termini più brevi, per esempio cinque anni per ciò che si paga periodicamente ad anno o in termini più brevi (art. 2948 c.c.). Un sollecito cortese non è sempre un atto che interrompe la prescrizione; una messa in mora scritta sì (art. 2943 c.c.). Per crediti datati conviene passare alla diffida.
Come può firmare questo documento
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