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7 documenti corrispondono
- Richiesta dei prospetti paga a colf e badanti (Italia)Per la colf, la badante o la baby-sitter in Italia che chiede alla famiglia datrice di lavoro i prospetti paga di alcuni mesi e la dichiarazione delle retribuzioni corrisposte nell’anno, che il CCNL sul lavoro domestico prevede al posto della Certificazione Unica, perché la famiglia non è sostituto d’imposta. Servono per la dichiarazione dei redditi, il rinnovo del permesso di soggiorno, un affitto, la NASpI o il controllo dei contributi. Si consegna a mano, facendo firmare la copia, o per raccomandata A/R.
- Richiesta di anticipazione del TFR al datore di lavoro (Italia)Per il dipendente in Italia con almeno otto anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro che chiede un anticipo del trattamento di fine rapporto. L’art. 2120 c.c. lo consente una sola volta nel corso del rapporto, fino al 70% del TFR maturato, per spese sanitarie straordinarie o per l’acquisto della prima casa per sé o per un figlio; l’art. 7 della legge 53/2000 aggiunge le spese durante un congedo parentale o per la formazione. La lettera indica il motivo e allega la documentazione. Se il TFR va a un fondo pensione, l’anticipo si chiede al fondo. Si invia per raccomandata A/R, per PEC o a mano.
- Richiesta di copia delle buste paga e della Certificazione Unica (Italia)Per chi lavora o ha lavorato come dipendente in Italia e chiede al datore di lavoro, anche a quello di prima, la copia delle buste paga di alcuni mesi e delle Certificazioni Uniche di alcuni anni: per un mutuo, la NASpI, la dichiarazione dei redditi o per controllare quanto è stato pagato. Il prospetto paga è dovuto a ogni pagamento (legge 4/1953), e la richiesta vale anche come accesso ai propri dati personali (art. 15 GDPR), con risposta entro un mese. Si invia per raccomandata A/R, per PEC o a mano.
- Richiesta del certificato di lavoro e dei documenti di fine rapporto (Italia)Per chi ha lasciato o sta lasciando un lavoro dipendente in Italia e chiede al datore di lavoro i documenti finali: il certificato di lavoro dell’art. 2124 c.c., con il periodo e le mansioni svolte, che il datore deve rilasciare qualunque sia la causa della cessazione; l’ultima busta paga e il prospetto del TFR; la Certificazione Unica, dovuta entro dodici giorni dalla richiesta in caso di cessazione in corso d’anno. Si invia per raccomandata A/R, per PEC o a mano.
- Richiesta di congedo per gravi motivi familiari o di aspettativa non retribuita (Italia)Per il dipendente in Italia che chiede al datore di lavoro un periodo di assenza non retribuita: il congedo per gravi motivi familiari della legge 53/2000, fino a due anni nell’arco della vita lavorativa, con il posto conservato, oppure l’aspettativa prevista dal contratto collettivo. La lettera indica il tipo di congedo e le date, allega la documentazione dei motivi senza descrivere dati sanitari e chiede una risposta scritta. Si invia per raccomandata A/R, per PEC o a mano.
- Richiesta di lavoro agile (smart working) al datore di lavoro (Italia)Per il dipendente in Italia che chiede al datore di lavoro di lavorare in smart working, indicando quanto e da quando, e, se ne ha diritto, la priorità dell’art. 18, comma 3-bis, della legge 81/2017: genitori di figli fino a dodici anni o con disabilità, lavoratori con disabilità grave, caregiver. Lo smart working non è un diritto automatico: si concorda con un accordo individuale scritto. La lettera chiede una risposta scritta. Si consegna a mano, per PEC o per e-mail.
- Richiesta di ferie al datore di lavoro (Italia)Per il dipendente in Italia che chiede per iscritto un periodo di ferie, con le date e il numero di giorni, e la conferma dell’autorizzazione. La lettera richiama le regole di legge: il periodo è fissato dal datore di lavoro tenendo conto degli interessi del lavoratore (art. 2109 c.c.), e spettano almeno quattro settimane l’anno, di cui due nell’anno di maturazione, consecutive se richiesto (art. 10 d.lgs. 66/2003). Si consegna a mano, per e-mail o per PEC; se l’azienda usa un portale per le ferie, si usa quello.
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