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Richiesta di lavoro agile (smart working) al datore di lavoro (Italia)

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Pubblicato daDocMuse

Per il dipendente in Italia che chiede al datore di lavoro di lavorare in smart working, indicando quanto e da quando, e, se ne ha diritto, la priorità dell’art. 18, comma 3-bis, della legge 81/2017: genitori di figli fino a dodici anni o con disabilità, lavoratori con disabilità grave, caregiver. Lo smart working non è un diritto automatico: si concorda con un accordo individuale scritto. La lettera chiede una risposta scritta. Si consegna a mano, per PEC o per e-mail.

  • Pensato per l’uso in: Italia
  • Ultimo aggiornamento: 14 ottobre 2026
  • Documento in italiano

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Quando usare questo documento

  • Ha un figlio piccolo e vuole chiedere al datore di lavoro in Italia di lavorare da casa parte della settimana.
  • I colleghi fanno già smart working ma la Sua richiesta a voce è rimasta senza risposta.
  • Assiste un familiare malato e lavorare da casa La aiuterebbe a conciliare tutto.
  • Cerca una richiesta scritta di smart working che indichi il Suo titolo di priorità.

Che cosa si compila

I dati richiesti dal documento.

  • Lavoratore
  • Indirizzo del lavoratore
  • Codice fiscale del lavoratore
  • Modalità di invio (stampata sopra il destinatario)
  • Datore di lavoro
  • Indirizzo postale del datore di lavoro (via e numero civico, CAP e città su righe separate)
  • Città
  • Data
  • Quanto lavoro agile, ad es. fino a due giorni a settimana
  • Data di inizio
  • Posizione
  • Titolo di priorità (facoltativo)

Domande frequenti

In Italia lo smart working è un diritto del dipendente?
No, in generale: il lavoro agile si concorda con il datore di lavoro in un accordo individuale scritto (art. 19 legge 81/2017). La legge riconosce però una priorità, non un diritto, a chi rientra nelle categorie dell’art. 18, comma 3-bis, presso i datori di lavoro che usano il lavoro agile. Nel pubblico impiego valgono anche le regole dell’amministrazione, fissate nel suo piano organizzativo.
In Italia che cosa succede se il datore di lavoro rifiuta lo smart working?
Il datore di lavoro può non accogliere la richiesta, ma il lavoratore che chiede il lavoro agile non può essere sanzionato, demansionato, licenziato, trasferito o sottoposto ad altre misure organizzative negative per averlo chiesto: misure di questo tipo sono ritorsive e nulle (art. 18, comma 3-ter, legge 81/2017). Per un parere sul proprio caso i patronati e i sindacati offrono assistenza gratuita.
In Italia quali documenti servono per chiedere lo smart working con priorità?
Quelli che provano la condizione: per un figlio fino a dodici anni basta lo stato di famiglia, che si ottiene gratuitamente online dall’ANPR, o un’autocertificazione; per disabilità o assistenza a un familiare, il verbale o la documentazione relativa. Questi ultimi contengono dati sulla salute: il modulo compilato online non li riporta, e vanno allegati alla lettera a mano. Il datore di lavoro deve trattarli con riservatezza.

Come può firmare questo documento

  • Lo stampi e lo firmi a mano. Le righe per la firma nel documento sono lasciate vuote di proposito – firmi su di esse a penna.
  • Lo firmi personalmente con una firma elettronica qualificata. Se possiede già una FEQ – Evrotrust, B-Trust, StampIT, ZealiD o qualsiasi fornitore qualificato presente nell’elenco di fiducia dell’UE, su smart card, token USB, in un’app per smartphone o nel cloud – la nostra guida alla firma spiega passo dopo passo come firmare proprio questo file senza invalidarlo. Aiuto passo dopo passo e un modo per verificare il risultato

DocMuse vende documenti, non una consulenza legale. L’accettazione dipende sempre dalle regole del destinatario e dalla legge applicabile.

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