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Contratto di lavoro, dimissioni e licenziamento in Italia
In Italia le dimissioni del dipendente privato valgono solo se inviate con la procedura telematica del Ministero del lavoro (art. 26 del d.lgs. 151/2015), online con SPID o CIE oppure tramite un patronato o un sindacato, e si possono revocare entro sette giorni: una lettera da sola non chiude il rapporto. La lettera di accompagnamento comunica il preavviso e chiede ferie, TFR e documenti. Restano su carta le dimissioni di colf e badanti, del dipendente pubblico e quelle da convalidare all’Ispettorato in gravidanza o con un figlio sotto i tre anni (dimissioni con convalida).
Il licenziamento si impugna per iscritto entro 60 giorni dal ricevimento, e nei 180 giorni successivi va depositato il ricorso o chiesta la conciliazione (art. 6 della legge 604/1966): l’impugnazione stragiudiziale è l’atto scritto. Gli stipendi non pagati si prescrivono in cinque anni, che per i dipendenti privati decorrono dalla fine del rapporto (Cass. n. 26246/2022), e la diffida al datore di lavoro interrompe la prescrizione. Alla cessazione il datore rilascia il certificato di lavoro (art. 2124 c.c.) e la Certificazione Unica (documenti di fine rapporto); le copie delle buste paga si chiedono con la richiesta delle buste paga.
Il contratto a tempo indeterminato rimanda al contratto collettivo applicato; il contratto a tempo determinato è libero fino a dodici mesi e oltre richiede una causale: quella del contratto collettivo o, se questo non ne prevede, quella concordata tra le parti fino al 31 dicembre 2026. Per le famiglie ci sono il contratto per colf e badanti e la lettera di licenziamento secondo il CCNL sul lavoro domestico. Ferie, congedi, permessi della legge 104 e anticipo del TFR si chiedono con lettere apposite. I testi valgono in tutta Italia, sono aggiornati al 13 ottobre 2026 e non sono documenti ufficiali: DocMuse è un servizio privato a pagamento.
I documenti
27 modelli da compilare online o da scaricare.
Richiesta al datore di lavoro di versare i contributi mancanti (Italia)
Lettera del lavoratore, in servizio o cessato, al datore di lavoro che non risulta aver versato i contributi INPS per alcuni periodi: indica i periodi scoperti dall’estratto conto contributivo, chiede di regolarizzare entro un termine con la prova dei versamenti e annuncia la segnalazione all’INPS e all’Ispettorato del lavoro. L’estratto conto si consulta gratis online sul sito dell’INPS o presso un patronato. Si invia per PEC all’indirizzo dell’azienda o per raccomandata A/R.
Comunicazione di malattia al datore di lavoro (Italia)
Lettera del lavoratore dipendente che comunica al datore di lavoro l’assenza per malattia: data di inizio, fine della prognosi, numero di protocollo (PUC) del certificato telematico che il medico ha trasmesso all’INPS e indirizzo di reperibilità per la visita di controllo. Serve dove il CCNL o l’azienda chiedono un avviso scritto e non danno un portale proprio. Si invia per PEC all’indirizzo dell’azienda, per raccomandata A/R o a mano. Contiene dati sulla salute: si acquista in bianco e si compila a mano.
Contratto di lavoro a tempo indeterminato (Italia)
Per l’impresa o il professionista che assume un dipendente in Italia a tempo indeterminato, a tempo pieno o parziale. Il contratto indica CCNL applicato, livello, mansioni, luogo di lavoro, periodo di prova (al massimo sei mesi), orario, retribuzione, ferie, preavviso e TFR, e contiene le informazioni scritte richieste dal d.lgs. 152/1997 come modificato dal decreto trasparenza. Si firma in due copie prima dell’inizio del lavoro. Per colf e badanti c’è il contratto di lavoro domestico.
Richiesta dei prospetti paga a colf e badanti (Italia)
Per la colf, la badante o la baby-sitter in Italia che chiede alla famiglia datrice di lavoro i prospetti paga di alcuni mesi e la dichiarazione delle retribuzioni corrisposte nell’anno, che il CCNL sul lavoro domestico prevede al posto della Certificazione Unica, perché la famiglia non è sostituto d’imposta. Servono per la dichiarazione dei redditi, il rinnovo del permesso di soggiorno, un affitto, la NASpI o il controllo dei contributi. Si consegna a mano, facendo firmare la copia, o per raccomandata A/R.
Richiesta di anticipazione del TFR al datore di lavoro (Italia)
Per il dipendente in Italia con almeno otto anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro che chiede un anticipo del trattamento di fine rapporto. L’art. 2120 c.c. lo consente una sola volta nel corso del rapporto, fino al 70% del TFR maturato, per spese sanitarie straordinarie o per l’acquisto della prima casa per sé o per un figlio; l’art. 7 della legge 53/2000 aggiunge le spese durante un congedo parentale o per la formazione. La lettera indica il motivo e allega la documentazione. Se il TFR va a un fondo pensione, l’anticipo si chiede al fondo. Si invia per raccomandata A/R, per PEC o a mano.
Contratto di lavoro domestico per colf e badanti (Italia)
Per la famiglia che assume in Italia una colf, una badante o una baby-sitter a tempo indeterminato. Il contratto segue il CCNL sulla disciplina del rapporto di lavoro domestico rinnovato il 28 ottobre 2025: livello, mansioni, convivenza, orario, retribuzione, vitto e alloggio, prova, ferie, preavviso e TFR, con i valori del CCNL che il datore di lavoro inserisce. L’assunzione va comunicata gratuitamente all’INPS entro il giorno precedente l’inizio. Il lavoro domestico non usa la procedura delle dimissioni telematiche.
Richiesta di copia delle buste paga e della Certificazione Unica (Italia)
Per chi lavora o ha lavorato come dipendente in Italia e chiede al datore di lavoro, anche a quello di prima, la copia delle buste paga di alcuni mesi e delle Certificazioni Uniche di alcuni anni: per un mutuo, la NASpI, la dichiarazione dei redditi o per controllare quanto è stato pagato. Il prospetto paga è dovuto a ogni pagamento (legge 4/1953), e la richiesta vale anche come accesso ai propri dati personali (art. 15 GDPR), con risposta entro un mese. Si invia per raccomandata A/R, per PEC o a mano.
Lettera di recesso del datore di lavoro durante il periodo di prova (Italia)
Per il datore di lavoro in Italia che chiude un rapporto durante il periodo di prova. Se il patto di prova è valido, cioè scritto prima dell’inizio e con le mansioni indicate, il recesso è libero, senza preavviso né indennità (art. 2096 c.c.). La lettera comunica la data di cessazione e le spettanze finali. Non serve per licenziare dopo la prova: in quel caso valgono le regole del licenziamento. Si consegna a mano con firma per ricevuta, o per raccomandata A/R.
Proposta di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro (Italia)
Per il dipendente del settore privato in Italia che propone al datore di lavoro di chiudere il rapporto di comune accordo, con una data e le condizioni che chiede. La lettera è solo la proposta: l’accordo diventa efficace se è poi formalizzato gratuitamente con la procedura telematica del Ministero del lavoro o firmato in una sede protetta, come l’Ispettorato o una sede sindacale. Dopo una risoluzione consensuale la NASpI spetta solo in casi particolari. Si invia per raccomandata A/R, per PEC o a mano.
Impugnazione stragiudiziale del licenziamento (Italia)
Per il lavoratore licenziato in Italia che vuole conservare il diritto di contestare il licenziamento. La legge chiede un atto scritto entro sessanta giorni dalla ricezione del licenziamento (art. 6 legge 604/1966): questa lettera è quell’atto, senza entrare nei motivi. Dopo l’invio restano centottanta giorni per depositare il ricorso in tribunale o chiedere la conciliazione o l’arbitrato. Si invia per raccomandata A/R o per PEC, il prima possibile.
Accordo individuale di lavoro agile (smart working) (Italia)
Per il datore di lavoro e il dipendente in Italia che concordano lo smart working nel rapporto in corso. L’accordo scritto richiesto dagli artt. 18–23 della legge 81/2017 fissa giorni e luoghi del lavoro agile, strumenti forniti, fasce di disconnessione, potere di controllo, condotte disciplinari, informativa sui rischi, durata e recesso con trenta giorni di preavviso (novanta per il lavoratore disabile). Il datore di lavoro privato lo comunica poi online al Ministero del lavoro, gratuitamente, entro cinque giorni dall’avvio.
Diffida al datore di lavoro per stipendi e straordinari non pagati (Italia)
Per il lavoratore, in servizio o cessato, che in Italia non ha ricevuto stipendio, tredicesima, straordinari o altre voci. La lettera elenca mese per mese le somme lorde dovute, mette in mora il datore di lavoro con un termine per pagare, chiede interessi e rivalutazione e interrompe la prescrizione di cinque anni. Annuncia il passo successivo: la richiesta gratuita di intervento all’Ispettorato territoriale del lavoro, per una conciliazione o una diffida accertativa. Si invia per raccomandata A/R o per PEC.
Lettera di dimissioni del dipendente pubblico (Italia)
Per il dipendente di un ministero, di una regione, di un comune, di un’azienda sanitaria o di un altro ente pubblico che si dimette. Le pubbliche amministrazioni sono escluse dalla procedura telematica delle dimissioni: si scrive all’amministrazione, con il preavviso del CCNL di comparto. Il personale della scuola usa invece l’istanza gratuita su Istanze online. Si invia per PEC, per raccomandata A/R o al protocollo. In provincia di Bolzano l’ente deve accettare anche il tedesco, in Valle d’Aosta il francese.
Comunicazione al datore di lavoro del congedo parentale o di paternità (Italia)
Per il genitore lavoratore dipendente in Italia che comunica per iscritto al datore di lavoro i giorni di congedo parentale o di congedo di paternità obbligatorio, con il preavviso di almeno cinque giorni. Il congedo parentale si può usare fino ai quattordici anni del figlio, anche a ore; l’indennità si chiede a parte, gratuitamente, con la domanda online all’INPS o tramite un patronato. Il congedo di paternità vale dieci giorni lavorativi, pagati al 100%. Si consegna a mano, per PEC o per e-mail.
Contratto di lavoro a tempo determinato (Italia)
Per il datore di lavoro che assume in Italia a termine, a tempo pieno o parziale. Il modello copre tre casi: il contratto fino a dodici mesi senza causale, la sostituzione di altri lavoratori e le esigenze tecniche, organizzative o produttive individuate dalle parti, ammesse per i contratti stipulati entro il 31 dicembre 2026; le causali proprie del CCNL non sono incluse. Indica durata, mansioni, prova secondo la formula di legge, retribuzione e diritto di precedenza. Il termine vale solo se scritto; la copia va consegnata entro cinque giorni lavorativi.
Comunicazione al datore di lavoro dei permessi della legge 104 (Italia)
Per il dipendente del settore privato in Italia che ha ottenuto dall’INPS i permessi retribuiti dell’art. 33 della legge 104/1992, per assistere un familiare con disabilità grave o per sé. La domanda si presenta prima all’INPS, online e gratis, o tramite un patronato; questa lettera comunica poi al datore di lavoro gli estremi dell’autorizzazione, con copia allegata, e la programmazione mensile dei giorni o delle ore, che il datore può chiedere. La lettera non descrive la disabilità. Si invia per raccomandata A/R, per PEC o a mano.
Lettera di accompagnamento alle dimissioni telematiche (Italia)
Il lavoratore del settore privato in Italia si dimette gratuitamente online, con il modulo del Ministero del lavoro, da solo con SPID o CIE o tramite un patronato o un sindacato: è quella procedura a chiudere il rapporto, e nessuna lettera la sostituisce. Questa lettera la accompagna: dice al datore di lavoro la data dell’invio, il preavviso e l’ultimo giorno di lavoro, e chiede le spettanze finali, l’ultima busta paga, il calcolo del TFR e la Certificazione Unica. Serve anche durante il periodo di prova.
Lettera di dimissioni in gravidanza o con figlio sotto i tre anni (Italia)
Per la lavoratrice in gravidanza e per la madre o il padre nei primi tre anni di vita del figlio, anche adottivo o in affidamento, che si dimettono in Italia. Queste dimissioni non passano per la procedura telematica: si comunicano per iscritto al datore di lavoro e valgono solo dopo la convalida, gratuita, dell’Ispettorato territoriale del lavoro. La lettera indica il preavviso o, entro il primo anno del figlio, che non è dovuto, e l’ultimo giorno di lavoro. Si invia a mano, per raccomandata A/R o per PEC.
Accordo di riservatezza con il dipendente (Italia)
Per il datore di lavoro e il dipendente in Italia che vogliono proteggere informazioni riservate anche dopo la fine del rapporto, quando l’obbligo di fedeltà dell’art. 2105 c.c. si esaurisce. L’accordo definisce le informazioni riservate, la durata dell’obbligo dopo la cessazione, le esclusioni (dati pubblici, obblighi di legge, segnalazioni di illeciti) e la restituzione dei documenti. Non è un patto di non concorrenza: non limita il lavoro futuro e non prevede penali.
Lettera di contestazione disciplinare al dipendente (Italia)
Per il datore di lavoro in Italia che deve contestare per iscritto un addebito a un dipendente prima di applicare una sanzione disciplinare oltre il rimprovero verbale (art. 7 dello Statuto dei lavoratori). La lettera descrive i fatti con data e luogo, indica la norma violata e assegna i cinque giorni, o il termine più lungo del CCNL, per le giustificazioni scritte o un’audizione con l’assistenza sindacale. Si consegna a mano con firma per ricevuta, o per raccomandata A/R.
Richiesta di ferie al datore di lavoro (Italia)
Per il dipendente in Italia che chiede per iscritto un periodo di ferie, con le date e il numero di giorni, e la conferma dell’autorizzazione. La lettera richiama le regole di legge: il periodo è fissato dal datore di lavoro tenendo conto degli interessi del lavoratore (art. 2109 c.c.), e spettano almeno quattro settimane l’anno, di cui due nell’anno di maturazione, consecutive se richiesto (art. 10 d.lgs. 66/2003). Si consegna a mano, per e-mail o per PEC; se l’azienda usa un portale per le ferie, si usa quello.
Richiesta di congedo per gravi motivi familiari o di aspettativa non retribuita (Italia)
Per il dipendente in Italia che chiede al datore di lavoro un periodo di assenza non retribuita: il congedo per gravi motivi familiari della legge 53/2000, fino a due anni nell’arco della vita lavorativa, con il posto conservato, oppure l’aspettativa prevista dal contratto collettivo. La lettera indica il tipo di congedo e le date, allega la documentazione dei motivi senza descrivere dati sanitari e chiede una risposta scritta. Si invia per raccomandata A/R, per PEC o a mano.
Giustificazioni alla contestazione disciplinare (Italia)
Per il dipendente in Italia che ha ricevuto una lettera di contestazione disciplinare e vuole difendersi per iscritto entro i cinque giorni previsti dall’art. 7 dello Statuto dei lavoratori, o nel termine più lungo del contratto collettivo. La lettera richiama la contestazione, riporta le giustificazioni scritte dal lavoratore e può chiedere un’audizione orale, anche con l’assistenza di un rappresentante sindacale. Si consegna a mano facendo firmare la copia, o per raccomandata A/R o PEC.
Richiesta di lavoro agile (smart working) al datore di lavoro (Italia)
Per il dipendente in Italia che chiede al datore di lavoro di lavorare in smart working, indicando quanto e da quando, e, se ne ha diritto, la priorità dell’art. 18, comma 3-bis, della legge 81/2017: genitori di figli fino a dodici anni o con disabilità, lavoratori con disabilità grave, caregiver. Lo smart working non è un diritto automatico: si concorda con un accordo individuale scritto. La lettera chiede una risposta scritta. Si consegna a mano, per PEC o per e-mail.
Lettera di licenziamento della colf o della badante (Italia)
Per la famiglia che, come datore di lavoro domestico in Italia, chiude il rapporto con la colf, la badante o la baby-sitter. Nel lavoro domestico il licenziamento non richiede un motivo (art. 2118 c.c.; art. 4 della legge 108/1990), ma va dato il preavviso del CCNL sul lavoro domestico o pagata l’indennità sostitutiva. La lettera comunica il recesso, il preavviso, l’ultimo giorno e le spettanze finali. Non serve per il licenziamento per giusta causa né durante la gravidanza o i congedi per la nascita del figlio. La cessazione si comunica poi all’INPS, gratis. Si consegna a mano con firma per ricevuta, o per raccomandata A/R.
Richiesta del certificato di lavoro e dei documenti di fine rapporto (Italia)
Per chi ha lasciato o sta lasciando un lavoro dipendente in Italia e chiede al datore di lavoro i documenti finali: il certificato di lavoro dell’art. 2124 c.c., con il periodo e le mansioni svolte, che il datore deve rilasciare qualunque sia la causa della cessazione; l’ultima busta paga e il prospetto del TFR; la Certificazione Unica, dovuta entro dodici giorni dalla richiesta in caso di cessazione in corso d’anno. Si invia per raccomandata A/R, per PEC o a mano.
Lettera di dimissioni per colf e badanti (Italia)
Per la colf, la badante o la baby-sitter che lascia il lavoro presso una famiglia in Italia. Il lavoro domestico è escluso dalle dimissioni telematiche: qui le dimissioni si danno per iscritto, e questa lettera le comunica, con il preavviso previsto dal CCNL sul lavoro domestico e l’ultimo giorno di lavoro, e chiede ferie non godute, ratei di tredicesima, TFR, ultimo prospetto paga e la comunicazione di cessazione all’INPS. Si consegna a mano, facendo firmare la copia, o per raccomandata A/R.
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