DocMuse è un servizio privato a pagamento, gestito da The Muse Technology EOOD (Bulgaria). Non è un sito della pubblica amministrazione italiana e non è collegato ad alcuna amministrazione.
Comunicazione dello stato di gravidanza al datore di lavoro (Italia)
Italia · in italiano · per lavoratori
2,00 €Lo compili online gratis – paga solo per scaricarlo
13 domande · circa 5 min
Pensato per l’uso in: Italia
Compili il modulo
Le Sue risposte restano su questo dispositivo per 7 giorni o finché non le cancella.
- Download immediato dopo il pagamento
- Link di riserva inviato per e-mail
- Nessun account necessario
Per chi lavora come dipendente in Italia ed è in gravidanza: la lettera comunica al datore di lavoro la gravidanza, con il numero di protocollo del certificato telematico e la data presunta del parto, e il periodo scelto per il congedo di maternità. Il congedo dura cinque mesi: di regola due prima della data presunta e tre dopo il parto, oppure uno e quattro o tutti e cinque dopo, con le attestazioni mediche; l’INPS paga l’80% della retribuzione, su domanda online o tramite patronato. La lettera chiede le tutele del d.lgs. 151/2001: niente lavori a rischio o notturni, permessi per gli esami, divieto di licenziamento.
- Pensato per l’uso in: Italia
- Ultimo aggiornamento: 27 ottobre 2026
- Documento in italiano
Pubblicato daDocMuse
Quando usare questo documento
- Ha scoperto di aspettare un bambino e lavora come dipendente in Italia.
- Vuole dire al datore di lavoro della gravidanza e quando inizierà la maternità.
- Il medico ha inviato il certificato di gravidanza e ora deve informare l’azienda.
- Lavora di notte o con mansioni pesanti e vuole che l’azienda sappia della gravidanza.
Che cosa si compila
I dati richiesti dal documento.
- Lavoratore
- Indirizzo del lavoratore
- Codice fiscale del lavoratore
- Modalità di invio (stampata sopra il destinatario)
- Datore di lavoro
- Indirizzo postale del datore di lavoro (via e numero civico, CAP e città su righe separate)
- Città
- Data
- Data di assunzione
- Data presunta del parto
- Numero di protocollo del certificato telematico di gravidanza
- Inizio previsto del congedo (facoltativo)
- Periodo del congedo di maternità
Domande frequenti
- Quando si comunica la gravidanza al datore di lavoro in Italia?
- La legge chiede che il certificato medico con la data presunta del parto arrivi al datore di lavoro e all’INPS prima dell’inizio del congedo (art. 21 d.lgs. 151/2001): il medico lo trasmette online e Lei comunica il numero di protocollo. Conviene però dirlo prima: le tutele sui lavori a rischio, sul lavoro notturno e sui permessi per gli esami il datore le può applicare solo se lo sa. Il divieto di licenziamento opera invece dall’inizio della gravidanza, anche se il datore non ne era informato (art. 54).
- Quanto dura il congedo di maternità in Italia e quanto viene pagato?
- Cinque mesi: di regola i due mesi prima della data presunta del parto e i tre mesi dopo (art. 16 d.lgs. 151/2001). Con le attestazioni del medico specialista del Servizio sanitario nazionale e del medico competente si può lavorare fino al mese prima del parto e prendere quattro mesi dopo (art. 20), oppure fruire di tutti e cinque i mesi dopo il parto (art. 16, comma 1.1). L’INPS paga un’indennità pari all’80% della retribuzione (art. 22); molti contratti collettivi la integrano fino al 100%. La domanda va all’INPS online o tramite un patronato, prima dell’inizio del congedo.
- Il datore di lavoro può licenziare durante la gravidanza in Italia?
- No, salvo eccezioni precise: il licenziamento è vietato dall’inizio della gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino, tranne per colpa grave che costituisce giusta causa, cessazione dell’attività dell’azienda, scadenza del contratto a termine o esito negativo della prova (art. 54 d.lgs. 151/2001), e quello intimato in violazione del divieto è nullo. Nel lavoro domestico questo divieto non si applica e valgono le tutele del contratto collettivo. Anche le dimissioni date in questo periodo vanno convalidate dall’Ispettorato del lavoro (art. 55).
- Che cosa deve fare il datore di lavoro dopo la comunicazione della gravidanza?
- Verificare se la mansione rientra tra i lavori vietati o a rischio e, in tal caso, assegnare altre mansioni o modificare condizioni e orario di lavoro; se non è possibile, informarne l’Ispettorato territoriale del lavoro, che può disporre l’astensione anticipata (artt. 7, 12 e 17 d.lgs. 151/2001). Non può adibire al lavoro dalle 24 alle 6 fino a un anno di età del bambino (art. 53) e concede permessi retribuiti per gli esami prenatali da fare in orario di lavoro (art. 14). Per le complicanze della gravidanza l’astensione anticipata la dispone l’ASL.
Come può firmare questo documento
- Lo stampi e lo firmi a mano. Le righe per la firma nel documento sono lasciate vuote di proposito – firmi su di esse a penna.
- Lo firmi personalmente con una firma elettronica qualificata. Se possiede già una FEQ – Evrotrust, B-Trust, StampIT, ZealiD o qualsiasi fornitore qualificato presente nell’elenco di fiducia dell’UE, su smart card, token USB, in un’app per smartphone o nel cloud – la nostra guida alla firma spiega passo dopo passo come firmare proprio questo file senza invalidarlo. Aiuto passo dopo passo e un modo per verificare il risultato
DocMuse vende documenti, non una consulenza legale. L’accettazione dipende sempre dalle regole del destinatario e dalla legge applicabile.
Documenti correlati
- Comunicazione di malattia al datore di lavoro (Italia)
Lettera del lavoratore dipendente che comunica al datore di lavoro l’assenza per malattia: data di inizio, fine della prognosi, numero di protocollo (PUC) del certificato telematico che il medico ha trasmesso all’INPS e indirizzo di reperibilità per la visita di controllo. Serve dove il CCNL o l’azienda chiedono un avviso scritto e non danno un portale proprio. Si invia per PEC all’indirizzo dell’azienda, per raccomandata A/R o a mano. Contiene dati sulla salute: si acquista in bianco e si compila a mano.
- Lettera di dimissioni in gravidanza o con figlio sotto i tre anni (Italia)
Per la lavoratrice in gravidanza e per la madre o il padre nei primi tre anni di vita del figlio, anche adottivo o in affidamento, che si dimettono in Italia. Queste dimissioni non passano per la procedura telematica: si comunicano per iscritto al datore di lavoro e valgono solo dopo la convalida, gratuita, dell’Ispettorato territoriale del lavoro. La lettera indica il preavviso o, entro il primo anno del figlio, che non è dovuto, e l’ultimo giorno di lavoro. Si invia a mano, per raccomandata A/R o per PEC.
- Comunicazione al datore di lavoro del congedo parentale o di paternità (Italia)
Per il genitore lavoratore dipendente in Italia che comunica per iscritto al datore di lavoro i giorni di congedo parentale o di congedo di paternità obbligatorio, con il preavviso di almeno cinque giorni. Il congedo parentale si può usare fino ai quattordici anni del figlio, anche a ore; l’indennità si chiede a parte, gratuitamente, con la domanda online all’INPS o tramite un patronato. Il congedo di paternità vale dieci giorni lavorativi, pagati al 100%. Si consegna a mano, per PEC o per e-mail.
- Comunicazione al datore di lavoro dei permessi della legge 104 (Italia)
Per il dipendente del settore privato in Italia che ha ottenuto dall’INPS i permessi retribuiti dell’art. 33 della legge 104/1992, per assistere un familiare con disabilità grave o per sé. La domanda si presenta prima all’INPS, online e gratis, o tramite un patronato; questa lettera comunica poi al datore di lavoro gli estremi dell’autorizzazione, con copia allegata, e la programmazione mensile dei giorni o delle ore, che il datore può chiedere. La lettera non descrive la disabilità. Si invia per raccomandata A/R, per PEC o a mano.
- Diffida al datore di lavoro per stipendi e straordinari non pagati (Italia)
Per il lavoratore, in servizio o cessato, che in Italia non ha ricevuto stipendio, tredicesima, straordinari o altre voci. La lettera elenca mese per mese le somme lorde dovute, mette in mora il datore di lavoro con un termine per pagare, chiede interessi e rivalutazione e interrompe la prescrizione di cinque anni. Annuncia il passo successivo: la richiesta gratuita di intervento all’Ispettorato territoriale del lavoro, per una conciliazione o una diffida accertativa. Si invia per raccomandata A/R o per PEC.
- Lettera di contestazione disciplinare al dipendente (Italia)
Per il datore di lavoro in Italia che deve contestare per iscritto un addebito a un dipendente prima di applicare una sanzione disciplinare oltre il rimprovero verbale (art. 7 dello Statuto dei lavoratori). La lettera descrive i fatti con data e luogo, indica la norma violata e assegna i cinque giorni, o il termine più lungo del CCNL, per le giustificazioni scritte o un’audizione con l’assistenza sindacale. Si consegna a mano con firma per ricevuta, o per raccomandata A/R.