DocMuse è un servizio privato a pagamento, gestito da The Muse Technology EOOD (Bulgaria). Non è un sito della pubblica amministrazione italiana e non è collegato ad alcuna amministrazione.
Lettera di dimissioni in gravidanza o con figlio sotto i tre anni (Italia)
Pubblicato daDocMuse
Per la lavoratrice in gravidanza e per la madre o il padre nei primi tre anni di vita del figlio, anche adottivo o in affidamento, che si dimettono in Italia. Queste dimissioni non passano per la procedura telematica: si comunicano per iscritto al datore di lavoro e valgono solo dopo la convalida, gratuita, dell’Ispettorato territoriale del lavoro. La lettera indica il preavviso o, entro il primo anno del figlio, che non è dovuto, e l’ultimo giorno di lavoro. Si invia a mano, per raccomandata A/R o per PEC.
- Pensato per l’uso in: Italia
- Ultimo aggiornamento: 14 ottobre 2026
- Documento in italiano
Compili il modulo
Le Sue risposte restano su questo dispositivo per 7 giorni o finché non le cancella.
Le Sue risposte compaiono al loro posto mentre scrive. Il testo completo è nel PDF che scarica.
Quando usare questo documento
- Aspetta un bambino e vuole lasciare il lavoro in Italia.
- Suo figlio è ancora piccolo, non riesce a conciliare lavoro e famiglia e vuole dare le dimissioni.
- Il datore di lavoro Le ha detto che le dimissioni vanno convalidate all’Ispettorato del lavoro.
- Cerca la lettera di dimissioni da presentare insieme alla richiesta di convalida dopo la nascita.
Che cosa si compila
I dati richiesti dal documento.
- Lavoratore
- Indirizzo del lavoratore
- Codice fiscale del lavoratore
- Modalità di invio (stampata sopra il destinatario)
- Datore di lavoro
- Indirizzo postale del datore di lavoro (via e numero civico, CAP e città su righe separate)
- Città
- Data
- Data di assunzione
- Posizione
- Preavviso
- Ultimo giorno
Domande frequenti
- Come si danno in Italia le dimissioni in gravidanza o con un figlio sotto i tre anni?
- Con una lettera al datore di lavoro, consegnata a mano con copia firmata, per raccomandata A/R o per PEC, e poi con la richiesta di convalida all’Ispettorato territoriale del lavoro, di persona o a distanza con il modulo dell’Ispettorato, allegando un documento d’identità e la lettera. La convalida è gratuita e senza di essa le dimissioni non hanno effetto (art. 55, comma 4, d.lgs. 151/2001). I moduli si trovano gratuitamente sul sito dell’Ispettorato nazionale del lavoro.
- In Italia chi si dimette entro il primo anno del figlio deve dare il preavviso?
- No. Le dimissioni presentate nel periodo in cui vige il divieto di licenziamento, cioè fino al compimento di un anno di età del figlio, non richiedono preavviso e danno diritto alle indennità previste per il licenziamento (art. 55, commi 1 e 5, d.lgs. 151/2001; interpello del Ministero del lavoro n. 28/2014). Dopo il primo anno e fino ai tre anni resta l’obbligo di convalida, ma il preavviso del contratto collettivo è dovuto.
- In Italia la convalida delle dimissioni riguarda anche il padre?
- Sì. Le dimissioni del padre nei primi tre anni di vita del figlio, o di accoglienza del minore adottato o in affidamento, devono essere convalidate dall’Ispettorato territoriale del lavoro come quelle della madre (art. 55, comma 4, d.lgs. 151/2001). L’esonero dal preavviso del primo anno vale per il padre nei casi indicati dallo stesso art. 55, in particolare quando ha fruito del congedo di paternità.
Come può firmare questo documento
- Lo stampi e lo firmi a mano. Le righe per la firma nel documento sono lasciate vuote di proposito – firmi su di esse a penna.
- Lo firmi personalmente con una firma elettronica qualificata. Se possiede già una FEQ – Evrotrust, B-Trust, StampIT, ZealiD o qualsiasi fornitore qualificato presente nell’elenco di fiducia dell’UE, su smart card, token USB, in un’app per smartphone o nel cloud – la nostra guida alla firma spiega passo dopo passo come firmare proprio questo file senza invalidarlo. Aiuto passo dopo passo e un modo per verificare il risultato
DocMuse vende documenti, non una consulenza legale. L’accettazione dipende sempre dalle regole del destinatario e dalla legge applicabile.
Documenti correlati
- Richiesta al datore di lavoro di versare i contributi mancanti (Italia)
Lettera del lavoratore, in servizio o cessato, al datore di lavoro che non risulta aver versato i contributi INPS per alcuni periodi: indica i periodi scoperti dall’estratto conto contributivo, chiede di regolarizzare entro un termine con la prova dei versamenti e annuncia la segnalazione all’INPS e all’Ispettorato del lavoro. L’estratto conto si consulta gratis online sul sito dell’INPS o presso un patronato. Si invia per PEC all’indirizzo dell’azienda o per raccomandata A/R.
- Comunicazione di malattia al datore di lavoro (Italia)
Lettera del lavoratore dipendente che comunica al datore di lavoro l’assenza per malattia: data di inizio, fine della prognosi, numero di protocollo (PUC) del certificato telematico che il medico ha trasmesso all’INPS e indirizzo di reperibilità per la visita di controllo. Serve dove il CCNL o l’azienda chiedono un avviso scritto e non danno un portale proprio. Si invia per PEC all’indirizzo dell’azienda, per raccomandata A/R o a mano. Contiene dati sulla salute: si acquista in bianco e si compila a mano.
- Contratto di lavoro a tempo indeterminato (Italia)
Per l’impresa o il professionista che assume un dipendente in Italia a tempo indeterminato, a tempo pieno o parziale. Il contratto indica CCNL applicato, livello, mansioni, luogo di lavoro, periodo di prova (al massimo sei mesi), orario, retribuzione, ferie, preavviso e TFR, e contiene le informazioni scritte richieste dal d.lgs. 152/1997 come modificato dal decreto trasparenza. Si firma in due copie prima dell’inizio del lavoro. Per colf e badanti c’è il contratto di lavoro domestico.
- Richiesta dei prospetti paga a colf e badanti (Italia)
Per la colf, la badante o la baby-sitter in Italia che chiede alla famiglia datrice di lavoro i prospetti paga di alcuni mesi e la dichiarazione delle retribuzioni corrisposte nell’anno, che il CCNL sul lavoro domestico prevede al posto della Certificazione Unica, perché la famiglia non è sostituto d’imposta. Servono per la dichiarazione dei redditi, il rinnovo del permesso di soggiorno, un affitto, la NASpI o il controllo dei contributi. Si consegna a mano, facendo firmare la copia, o per raccomandata A/R.
- Richiesta di anticipazione del TFR al datore di lavoro (Italia)
Per il dipendente in Italia con almeno otto anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro che chiede un anticipo del trattamento di fine rapporto. L’art. 2120 c.c. lo consente una sola volta nel corso del rapporto, fino al 70% del TFR maturato, per spese sanitarie straordinarie o per l’acquisto della prima casa per sé o per un figlio; l’art. 7 della legge 53/2000 aggiunge le spese durante un congedo parentale o per la formazione. La lettera indica il motivo e allega la documentazione. Se il TFR va a un fondo pensione, l’anticipo si chiede al fondo. Si invia per raccomandata A/R, per PEC o a mano.
- Contratto di lavoro domestico per colf e badanti (Italia)
Per la famiglia che assume in Italia una colf, una badante o una baby-sitter a tempo indeterminato. Il contratto segue il CCNL sulla disciplina del rapporto di lavoro domestico rinnovato il 28 ottobre 2025: livello, mansioni, convivenza, orario, retribuzione, vitto e alloggio, prova, ferie, preavviso e TFR, con i valori del CCNL che il datore di lavoro inserisce. L’assunzione va comunicata gratuitamente all’INPS entro il giorno precedente l’inizio. Il lavoro domestico non usa la procedura delle dimissioni telematiche.