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Autotutela, rimborsi e rate dei tributi comunali in Italia

Contro un avviso o una cartella dell’Agenzia delle Entrate con un errore evidente – persona sbagliata, errore di calcolo, pagamento non considerato – si chiede l’annullamento in autotutela (artt. 10-quater e 10-quinquies della legge 27 luglio 2000, n. 212). Il servizio online CIVIS e il fac-simile dell’Agenzia sono gratuiti; l’istanza di autotutela serve per gli altri atti o per l’invio con PEC. L’istanza non sospende i 60 giorni per il ricorso alla Corte di giustizia tributaria; dal 18 gennaio 2024 il rifiuto si può impugnare.

Un’imposta sui redditi versata due volte o non dovuta si chiede indietro con l’istanza di rimborso entro 48 mesi dal versamento (art. 38 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602), senza marca da bollo; dopo 90 giorni di silenzio si può ricorrere. Per IMU e TARI il Comune riceve l’istanza di autotutela sui tributi comunali e la richiesta di rateizzazione, fino a 72 rate mensili secondo la legge 27 dicembre 2019, n. 160, quando il regolamento comunale non dispone diversamente.

Dichiarazioni dei redditi, partita IVA, certificati e rate delle cartelle si gestiscono con i servizi e i moduli gratuiti dell’Agenzia delle Entrate e dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, che DocMuse non vende. Dal 1° gennaio 2027 le norme sul processo tributario, sul bollo e sulla riscossione passano nei nuovi testi unici. Modelli aggiornati al 13 ottobre 2026: non sono documenti ufficiali e nessuno in DocMuse esamina la Sua situazione.

I documenti

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Istanza di autotutela all’Agenzia delle Entrate (Italia)

Per chi ha ricevuto dall’Agenzia delle Entrate un avviso, una comunicazione di irregolarità o una cartella con un errore evidente: persona sbagliata, errore di calcolo, pagamento già fatto e non considerato. Prima della lettera, il canale gratuito: il servizio online CIVIS dell’Agenzia, per comunicazioni e cartelle, e il suo fac-simile in carta libera. L’istanza va all’ufficio dell’Agenzia che ha emesso l’atto o, per una cartella, a quello che ha iscritto le somme a ruolo, con PEC, raccomandata o a mano, senza marca da bollo; non sospende i 60 giorni per il ricorso.

Italia
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Istanza di autotutela al Comune per IMU, TARI e altri tributi locali (Italia)

Per chi ha ricevuto dal Comune, o dal concessionario che riscuote per il Comune, un avviso di accertamento o di pagamento IMU, TARI o di un altro tributo locale con un errore evidente: immobile non posseduto, superficie o rendita sbagliate, pagamento già fatto, persona sbagliata. Molti Comuni hanno un proprio modulo o uno sportello online gratuito: se c’è, lo usi. L’istanza va all’ufficio tributi che ha emesso l’atto, con PEC o raccomandata A/R, e non sospende i 60 giorni per il ricorso.

Italia
Domanda
Fisco e finanze
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Richiesta di rateizzazione di IMU, TARI e altri tributi comunali (Italia)

Per chi ha ricevuto dal Comune un avviso di accertamento esecutivo o un’altra richiesta di pagamento di IMU, TARI o di un altro tributo locale e non può pagare tutto in una volta. Molti Comuni hanno un proprio modulo gratuito: se c’è, lo usi. La rateizzazione segue il regolamento comunale o, in mancanza, la legge 27 dicembre 2019, n. 160: fino a 72 rate mensili secondo l’importo, e il regolamento deve consentire almeno 36 rate per i debiti oltre 6.000,01 €. La richiesta dichiara la temporanea difficoltà economica ed è esente da marca da bollo.

Italia
Domanda
Fisco e finanze
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Istanza di rimborso di imposte sui redditi versate e non dovute (Italia)

Per chi ha pagato con F24 un’imposta sui redditi non dovuta o in misura superiore al dovuto – un versamento doppio, un importo sbagliato – e non può recuperarla con la dichiarazione dei redditi. L’istanza va all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente per il domicilio fiscale entro 48 mesi dal versamento (art. 38 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602). È esente da marca da bollo. Se l’Agenzia tace per 90 giorni, si può fare ricorso alla Corte di giustizia tributaria.

Italia
Domanda
Fisco e finanze
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