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Istanza di autotutela al Comune per IMU, TARI e altri tributi locali (Italia)
Pubblicato daDocMuse
Per chi ha ricevuto dal Comune, o dal concessionario che riscuote per il Comune, un avviso di accertamento o di pagamento IMU, TARI o di un altro tributo locale con un errore evidente: immobile non posseduto, superficie o rendita sbagliate, pagamento già fatto, persona sbagliata. Molti Comuni hanno un proprio modulo o uno sportello online gratuito: se c’è, lo usi. L’istanza va all’ufficio tributi che ha emesso l’atto, con PEC o raccomandata A/R, e non sospende i 60 giorni per il ricorso.
- Pensato per l’uso in: Italia
- Ultimo aggiornamento: 14 ottobre 2026
- Documento in italiano
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Quando usare questo documento
- Il Comune Le chiede l’IMU per una casa che ha già venduto.
- La TARI in Italia è calcolata su una superficie più grande di quella reale.
- Il Comune sostiene che non ha pagato il tributo, ma Lei ha la ricevuta.
- Vuole chiedere al Comune di annullare un avviso sbagliato prima di arrivare al ricorso.
Che cosa si compila
I dati richiesti dal documento.
- Richiedente
- Indirizzo del richiedente
- Codice fiscale del richiedente
- Telefono e indirizzo e-mail o PEC per le comunicazioni
- Modalità di invio (stampata sopra il destinatario)
- Ufficio tributi del Comune o concessionario che ha emesso l’atto (ad es. Comune di Padova – Settore tributi)
- Indirizzo o PEC dell’ufficio (come indicato nell’atto)
- Città
- Data
- Numero o riferimento dell’atto di imposizione
- Tipo di imposta
- Tipo di atto del Comune
- Data di emissione dell’atto di imposizione
- Data di notifica dell’atto
- Anno o periodo d’imposta
- Importo
- Immobile o utenza a cui si riferisce l’atto (indirizzo, dati catastali)
- Annullamento totale o parziale
- Errore principale dell’atto
- Motivi
Domande frequenti
- A quale ufficio si manda l’istanza per un avviso IMU o TARI?
- All’ufficio che ha emesso l’atto, indicato nell’avviso: l’ufficio tributi del Comune o, se il Comune ha affidato la riscossione a un concessionario, quella società. Molti Comuni hanno un proprio modulo di autotutela o uno sportello online gratuito, da usare se c’è. Il Comune ha un indirizzo PEC, che trova sul suo sito o nell’indice IPA. In provincia di Bolzano il Comune riceve l’istanza anche in tedesco, in Valle d’Aosta anche in francese.
- Mentre il Comune esamina l’istanza, si può aspettare a pagare o a fare ricorso?
- No. L’istanza di autotutela non sospende i termini di pagamento né i 60 giorni dalla notifica per il ricorso alla Corte di giustizia tributaria di primo grado. Se la scadenza si avvicina senza risposta, valuti il ricorso o il pagamento della parte non contestata. Se il Comune respinge l’istanza nei casi di errore evidente, o non risponde entro 90 giorni, il rifiuto si può impugnare, come per gli atti dell’Agenzia delle Entrate.
- L’istanza al Comune richiede la marca da bollo?
- Questa istanza è predisposta senza spazio per la marca da bollo. Se il regolamento delle entrate del Suo Comune o il modulo comunale chiede la marca da bollo da 16 €, la acquisti in tabaccheria e la applichi in alto sulla prima pagina; se invia l’istanza online, il Comune indica come pagarla con @e.bollo o F24. Per rateizzare le somme richieste dal Comune DocMuse ha una richiesta di rateizzazione a parte, esente da bollo.
Come può firmare questo documento
- Lo stampi e lo firmi a mano. Le righe per la firma nel documento sono lasciate vuote di proposito – firmi su di esse a penna.
- Lo firmi personalmente con una firma elettronica qualificata. Se possiede già una FEQ – Evrotrust, B-Trust, StampIT, ZealiD o qualsiasi fornitore qualificato presente nell’elenco di fiducia dell’UE, su smart card, token USB, in un’app per smartphone o nel cloud – la nostra guida alla firma spiega passo dopo passo come firmare proprio questo file senza invalidarlo. Aiuto passo dopo passo e un modo per verificare il risultato
DocMuse vende documenti, non una consulenza legale. L’accettazione dipende sempre dalle regole del destinatario e dalla legge applicabile.
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