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Richiesta di anticipazione del TFR al datore di lavoro (Italia)
Pubblicato daDocMuse
Per il dipendente in Italia con almeno otto anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro che chiede un anticipo del trattamento di fine rapporto. L’art. 2120 c.c. lo consente una sola volta nel corso del rapporto, fino al 70% del TFR maturato, per spese sanitarie straordinarie o per l’acquisto della prima casa per sé o per un figlio; l’art. 7 della legge 53/2000 aggiunge le spese durante un congedo parentale o per la formazione. La lettera indica il motivo e allega la documentazione. Se il TFR va a un fondo pensione, l’anticipo si chiede al fondo. Si invia per raccomandata A/R, per PEC o a mano.
- Pensato per l’uso in: Italia
- Ultimo aggiornamento: 14 ottobre 2026
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Quando usare questo documento
- Sta comprando la prima casa in Italia e vuole un anticipo del TFR accantonato presso il datore di lavoro.
- Deve affrontare spese mediche importanti e vuole che l’azienda Le anticipi una parte del TFR.
- Sta per iniziare il congedo parentale e Le servono soldi per le spese di quel periodo.
- Cerca un fac simile di richiesta di anticipo del TFR da mandare all’azienda.
Che cosa si compila
I dati richiesti dal documento.
- Lavoratore
- Indirizzo del lavoratore
- Codice fiscale del lavoratore
- Modalità di invio (stampata sopra il destinatario)
- Datore di lavoro
- Indirizzo postale del datore di lavoro (via e numero civico, CAP e città su righe separate)
- Città
- Data
- Data di assunzione
- Motivo dell’anticipazione
- Importo
Domande frequenti
- In Italia chi può chiedere l’anticipo del TFR al datore di lavoro?
- Il dipendente con almeno otto anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro, una sola volta nel corso del rapporto, fino al 70% del TFR che gli spetterebbe se il rapporto cessasse alla data della richiesta (art. 2120 c.c.). Il motivo deve essere una spesa sanitaria per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle strutture pubbliche, l’acquisto della prima casa per sé o per i figli, o le spese durante un congedo parentale o per la formazione (art. 7 l. 53/2000). Il contratto collettivo o un accordo individuale possono prevedere condizioni più favorevoli.
- Il datore di lavoro in Italia può rifiutare l’anticipo del TFR?
- Il datore di lavoro soddisfa ogni anno le richieste entro il 10% dei dipendenti che ne hanno diritto e comunque entro il 4% del totale dei dipendenti (art. 2120 c.c.): oltre questi limiti può non accoglierle nell’anno. Può chiedere la documentazione della spesa, per la prima casa l’atto notarile di acquisto. Il contratto collettivo può fissare criteri di priorità tra più richieste. Conviene chiedere una risposta scritta e conservare la prova dell’invio.
- Se il TFR è versato a un fondo pensione, a chi va chiesto l’anticipo?
- Al fondo di previdenza complementare, non al datore di lavoro: il TFR conferito al fondo non resta in azienda, e il fondo concede le anticipazioni secondo il proprio regolamento e il d.lgs. 5 dicembre 2005, n. 252, con il modulo che mette a disposizione. Questa lettera serve per il TFR rimasto presso il datore di lavoro. Se l’azienda ha un proprio modulo interno gratuito per la richiesta, si può usare quello al posto della lettera.
Come può firmare questo documento
- Lo stampi e lo firmi a mano. Le righe per la firma nel documento sono lasciate vuote di proposito – firmi su di esse a penna.
- Lo firmi personalmente con una firma elettronica qualificata. Se possiede già una FEQ – Evrotrust, B-Trust, StampIT, ZealiD o qualsiasi fornitore qualificato presente nell’elenco di fiducia dell’UE, su smart card, token USB, in un’app per smartphone o nel cloud – la nostra guida alla firma spiega passo dopo passo come firmare proprio questo file senza invalidarlo. Aiuto passo dopo passo e un modo per verificare il risultato
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