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Accordo di riservatezza con il dipendente (Italia)

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Per il datore di lavoro e il dipendente in Italia che vogliono proteggere informazioni riservate anche dopo la fine del rapporto, quando l’obbligo di fedeltà dell’art. 2105 c.c. si esaurisce. L’accordo definisce le informazioni riservate, la durata dell’obbligo dopo la cessazione, le esclusioni (dati pubblici, obblighi di legge, segnalazioni di illeciti) e la restituzione dei documenti. Non è un patto di non concorrenza: non limita il lavoro futuro e non prevede penali.

  • Pensato per l’uso in: Italia
  • Ultimo aggiornamento: 14 ottobre 2026
  • Documento in italiano

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Quando usare questo documento

  • Un nuovo dipendente in Italia avrà accesso a clienti e listini e vuole che resti tutto riservato.
  • Un collaboratore lascia la Sua azienda e teme che porti con sé dati riservati.
  • Uno sviluppatore lavorerà a un progetto non ancora pubblico e vuole un impegno scritto di riservatezza.
  • Cerca un accordo di riservatezza con il dipendente che non sia un patto di non concorrenza.

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Domande frequenti

In Italia l’obbligo di riservatezza del dipendente continua dopo la fine del lavoro?
L’obbligo di fedeltà dell’art. 2105 c.c., che vieta al dipendente di divulgare notizie dell’impresa, vale durante il rapporto e cessa con esso. Per proteggere le informazioni anche dopo serve un accordo separato come questo, con una durata stabilita. I segreti commerciali restano comunque tutelati dagli artt. 98 e 99 del Codice della proprietà industriale.
Che differenza c’è in Italia tra accordo di riservatezza e patto di non concorrenza?
L’accordo di riservatezza vieta di divulgare e usare informazioni, ma lascia il lavoratore libero di lavorare dove vuole. Il patto di non concorrenza (art. 2125 c.c.) limita invece l’attività dopo la cessazione: è nullo se non è scritto, se non prevede un corrispettivo e limiti di oggetto, tempo e luogo, e non può superare cinque anni per i dirigenti e tre per gli altri. Questo modello non contiene un patto di non concorrenza.
Per quanto tempo può durare in Italia la riservatezza dopo la cessazione del rapporto?
La legge non fissa una durata: la stabiliscono le parti, in modo proporzionato al valore delle informazioni. L’accordo deve però limitarsi a vietare di divulgare e usare le informazioni: se di fatto impedisse al lavoratore di lavorare nel settore, ricadrebbe nell’art. 2125 c.c. e sarebbe nullo senza corrispettivo e limiti. Le esclusioni dell’art. 4 (dati pubblici, obblighi di legge, segnalazioni di illeciti) valgono sempre.

Come può firmare questo documento

  • Lo stampi e lo firmi a mano. Le righe per la firma nel documento sono lasciate vuote di proposito – firmi su di esse a penna.
  • Lo firmi personalmente con una firma elettronica qualificata. Se possiede già una FEQ – Evrotrust, B-Trust, StampIT, ZealiD o qualsiasi fornitore qualificato presente nell’elenco di fiducia dell’UE, su smart card, token USB, in un’app per smartphone o nel cloud – la nostra guida alla firma spiega passo dopo passo come firmare proprio questo file senza invalidarlo. Aiuto passo dopo passo e un modo per verificare il risultato

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