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Richiesta al datore di lavoro di versare i contributi mancanti (Italia)

Comunicazione e diffida
Italiano
Italia
Lavoro
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Pubblicato daDocMuse

Lettera del lavoratore, in servizio o cessato, al datore di lavoro che non risulta aver versato i contributi INPS per alcuni periodi: indica i periodi scoperti dall’estratto conto contributivo, chiede di regolarizzare entro un termine con la prova dei versamenti e annuncia la segnalazione all’INPS e all’Ispettorato del lavoro. L’estratto conto si consulta gratis online sul sito dell’INPS o presso un patronato. Si invia per PEC all’indirizzo dell’azienda o per raccomandata A/R.

  • Pensato per l’uso in: Italia
  • Ultimo aggiornamento: 14 ottobre 2026
  • Documento in italiano

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Quando usare questo documento

  • Nell’estratto conto INPS in Italia mancano mesi in cui ha lavorato.
  • L’ex datore di lavoro ha trattenuto i contributi dalla busta paga ma non li ha versati.
  • Si avvicina la pensione e scopre buchi nei contributi.
  • Vuole chiedere per iscritto al datore di lavoro di versare i contributi mancanti.

Che cosa si compila

I dati richiesti dal documento.

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  • Città
  • Data
  • Data di consultazione dell’estratto conto contributivo
  • Periodi senza contributi (dal – al)
  • Termine per regolarizzare (giorni)

Domande frequenti

Come si scopre se il datore di lavoro non ha versato i contributi?
Con l’estratto conto contributivo, gratuito, nei servizi online dell’INPS (fascicolo previdenziale, con SPID, CIE o CNS) o presso un patronato. Se un periodo manca, dal fascicolo si può inviare all’INPS una segnalazione contributiva, anch’essa gratuita. La lettera al datore di lavoro serve a chiedergli di mettersi in regola e a lasciare traccia scritta della richiesta.
I contributi non versati si prescrivono?
Sì, in cinque anni dalla scadenza del versamento; per la quota destinata alla pensione (IVS) il termine diventa di dieci anni se il lavoratore presenta denuncia all’INPS entro i cinque anni (art. 3, comma 9, l. 335/1995). Il creditore dei contributi è l’INPS: questa lettera al datore di lavoro non interrompe quella prescrizione, perciò la denuncia all’INPS va fatta per tempo.
Cosa si può fare se i contributi sono ormai prescritti?
Il lavoratore può chiedere al datore di lavoro il risarcimento del danno per le prestazioni perse (art. 2116 c.c.), oppure chiedere all’INPS la costituzione di una rendita vitalizia, pagata dal datore di lavoro o dal lavoratore stesso (art. 13 l. 1338/1962). Per seguire la pratica può rivolgersi gratuitamente a un patronato; l’Ispettorato territoriale del lavoro riceve gratis le richieste di intervento.

Come può firmare questo documento

  • Lo stampi e lo firmi a mano. Le righe per la firma nel documento sono lasciate vuote di proposito – firmi su di esse a penna.
  • Lo firmi personalmente con una firma elettronica qualificata. Se possiede già una FEQ – Evrotrust, B-Trust, StampIT, ZealiD o qualsiasi fornitore qualificato presente nell’elenco di fiducia dell’UE, su smart card, token USB, in un’app per smartphone o nel cloud – la nostra guida alla firma spiega passo dopo passo come firmare proprio questo file senza invalidarlo. Aiuto passo dopo passo e un modo per verificare il risultato

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