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15 documenti corrispondono
- Lettera di recesso del datore di lavoro durante il periodo di prova (Italia)Per il datore di lavoro in Italia che chiude un rapporto durante il periodo di prova. Se il patto di prova è valido, cioè scritto prima dell’inizio e con le mansioni indicate, il recesso è libero, senza preavviso né indennità (art. 2096 c.c.). La lettera comunica la data di cessazione e le spettanze finali. Non serve per licenziare dopo la prova: in quel caso valgono le regole del licenziamento. Si consegna a mano con firma per ricevuta, o per raccomandata A/R.
- Proposta di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro (Italia)Per il dipendente del settore privato in Italia che propone al datore di lavoro di chiudere il rapporto di comune accordo, con una data e le condizioni che chiede. La lettera è solo la proposta: l’accordo diventa efficace se è poi formalizzato gratuitamente con la procedura telematica del Ministero del lavoro o firmato in una sede protetta, come l’Ispettorato o una sede sindacale. Dopo una risoluzione consensuale la NASpI spetta solo in casi particolari. Si invia per raccomandata A/R, per PEC o a mano.
- Diffida al datore di lavoro per stipendi e straordinari non pagati (Italia)Per il lavoratore, in servizio o cessato, che in Italia non ha ricevuto stipendio, tredicesima, straordinari o altre voci. La lettera elenca mese per mese le somme lorde dovute, mette in mora il datore di lavoro con un termine per pagare, chiede interessi e rivalutazione e interrompe la prescrizione di cinque anni. Annuncia il passo successivo: la richiesta gratuita di intervento all’Ispettorato territoriale del lavoro, per una conciliazione o una diffida accertativa. Si invia per raccomandata A/R o per PEC.
- Comunicazione al datore di lavoro dei permessi della legge 104 (Italia)Per il dipendente del settore privato in Italia che ha ottenuto dall’INPS i permessi retribuiti dell’art. 33 della legge 104/1992, per assistere un familiare con disabilità grave o per sé. La domanda si presenta prima all’INPS, online e gratis, o tramite un patronato; questa lettera comunica poi al datore di lavoro gli estremi dell’autorizzazione, con copia allegata, e la programmazione mensile dei giorni o delle ore, che il datore può chiedere. La lettera non descrive la disabilità. Si invia per raccomandata A/R, per PEC o a mano.
- Lettera di dimissioni in gravidanza o con figlio sotto i tre anni (Italia)Per la lavoratrice in gravidanza e per la madre o il padre nei primi tre anni di vita del figlio, anche adottivo o in affidamento, che si dimettono in Italia. Queste dimissioni non passano per la procedura telematica: si comunicano per iscritto al datore di lavoro e valgono solo dopo la convalida, gratuita, dell’Ispettorato territoriale del lavoro. La lettera indica il preavviso o, entro il primo anno del figlio, che non è dovuto, e l’ultimo giorno di lavoro. Si invia a mano, per raccomandata A/R o per PEC.
- Lettera di contestazione disciplinare al dipendente (Italia)Per il datore di lavoro in Italia che deve contestare per iscritto un addebito a un dipendente prima di applicare una sanzione disciplinare oltre il rimprovero verbale (art. 7 dello Statuto dei lavoratori). La lettera descrive i fatti con data e luogo, indica la norma violata e assegna i cinque giorni, o il termine più lungo del CCNL, per le giustificazioni scritte o un’audizione con l’assistenza sindacale. Si consegna a mano con firma per ricevuta, o per raccomandata A/R.
- Giustificazioni alla contestazione disciplinare (Italia)Per il dipendente in Italia che ha ricevuto una lettera di contestazione disciplinare e vuole difendersi per iscritto entro i cinque giorni previsti dall’art. 7 dello Statuto dei lavoratori, o nel termine più lungo del contratto collettivo. La lettera richiama la contestazione, riporta le giustificazioni scritte dal lavoratore e può chiedere un’audizione orale, anche con l’assistenza di un rappresentante sindacale. Si consegna a mano facendo firmare la copia, o per raccomandata A/R o PEC.
- Lettera di dimissioni per colf e badanti (Italia)Per la colf, la badante o la baby-sitter che lascia il lavoro presso una famiglia in Italia. Il lavoro domestico è escluso dalle dimissioni telematiche: qui le dimissioni si danno per iscritto, e questa lettera le comunica, con il preavviso previsto dal CCNL sul lavoro domestico e l’ultimo giorno di lavoro, e chiede ferie non godute, ratei di tredicesima, TFR, ultimo prospetto paga e la comunicazione di cessazione all’INPS. Si consegna a mano, facendo firmare la copia, o per raccomandata A/R.
- Richiesta al datore di lavoro di versare i contributi mancanti (Italia)Lettera del lavoratore, in servizio o cessato, al datore di lavoro che non risulta aver versato i contributi INPS per alcuni periodi: indica i periodi scoperti dall’estratto conto contributivo, chiede di regolarizzare entro un termine con la prova dei versamenti e annuncia la segnalazione all’INPS e all’Ispettorato del lavoro. L’estratto conto si consulta gratis online sul sito dell’INPS o presso un patronato. Si invia per PEC all’indirizzo dell’azienda o per raccomandata A/R.
- Comunicazione di malattia al datore di lavoro (Italia)Lettera del lavoratore dipendente che comunica al datore di lavoro l’assenza per malattia: data di inizio, fine della prognosi, numero di protocollo (PUC) del certificato telematico che il medico ha trasmesso all’INPS e indirizzo di reperibilità per la visita di controllo. Serve dove il CCNL o l’azienda chiedono un avviso scritto e non danno un portale proprio. Si invia per PEC all’indirizzo dell’azienda, per raccomandata A/R o a mano. Contiene dati sulla salute: si acquista in bianco e si compila a mano.
- Impugnazione stragiudiziale del licenziamento (Italia)Per il lavoratore licenziato in Italia che vuole conservare il diritto di contestare il licenziamento. La legge chiede un atto scritto entro sessanta giorni dalla ricezione del licenziamento (art. 6 legge 604/1966): questa lettera è quell’atto, senza entrare nei motivi. Dopo l’invio restano centottanta giorni per depositare il ricorso in tribunale o chiedere la conciliazione o l’arbitrato. Si invia per raccomandata A/R o per PEC, il prima possibile.
- Lettera di dimissioni del dipendente pubblico (Italia)Per il dipendente di un ministero, di una regione, di un comune, di un’azienda sanitaria o di un altro ente pubblico che si dimette. Le pubbliche amministrazioni sono escluse dalla procedura telematica delle dimissioni: si scrive all’amministrazione, con il preavviso del CCNL di comparto. Il personale della scuola usa invece l’istanza gratuita su Istanze online. Si invia per PEC, per raccomandata A/R o al protocollo. In provincia di Bolzano l’ente deve accettare anche il tedesco, in Valle d’Aosta il francese.
- Lettera di accompagnamento alle dimissioni telematiche (Italia)Il lavoratore del settore privato in Italia si dimette gratuitamente online, con il modulo del Ministero del lavoro, da solo con SPID o CIE o tramite un patronato o un sindacato: è quella procedura a chiudere il rapporto, e nessuna lettera la sostituisce. Questa lettera la accompagna: dice al datore di lavoro la data dell’invio, il preavviso e l’ultimo giorno di lavoro, e chiede le spettanze finali, l’ultima busta paga, il calcolo del TFR e la Certificazione Unica. Serve anche durante il periodo di prova.
- Lettera di licenziamento della colf o della badante (Italia)Per la famiglia che, come datore di lavoro domestico in Italia, chiude il rapporto con la colf, la badante o la baby-sitter. Nel lavoro domestico il licenziamento non richiede un motivo (art. 2118 c.c.; art. 4 della legge 108/1990), ma va dato il preavviso del CCNL sul lavoro domestico o pagata l’indennità sostitutiva. La lettera comunica il recesso, il preavviso, l’ultimo giorno e le spettanze finali. Non serve per il licenziamento per giusta causa né durante la gravidanza o i congedi per la nascita del figlio. La cessazione si comunica poi all’INPS, gratis. Si consegna a mano con firma per ricevuta, o per raccomandata A/R.
- Comunicazione al datore di lavoro del congedo parentale o di paternità (Italia)Per il genitore lavoratore dipendente in Italia che comunica per iscritto al datore di lavoro i giorni di congedo parentale o di congedo di paternità obbligatorio, con il preavviso di almeno cinque giorni. Il congedo parentale si può usare fino ai quattordici anni del figlio, anche a ore; l’indennità si chiede a parte, gratuitamente, con la domanda online all’INPS o tramite un patronato. Il congedo di paternità vale dieci giorni lavorativi, pagati al 100%. Si consegna a mano, per PEC o per e-mail.
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