DocMuse è un servizio privato a pagamento, gestito da The Muse Technology EOOD (Bulgaria). Non è un sito della pubblica amministrazione italiana e non è collegato ad alcuna amministrazione.

Ricevuta per prestazione occasionale senza partita IVA (Italia)

Italiano
Italia
Ricevuta
Imprese
Stampa e firma
1 pagina · Vendite: 0

Pubblicato daDocMuse

Per chi svolge un lavoro autonomo occasionale senza partita IVA: la ricevuta che il prestatore rilascia al committente quando viene pagato, con i dati delle parti e il codice fiscale, la prestazione, il compenso lordo, la ritenuta d’acconto del 20% se il committente è sostituto d’imposta, il netto, la dicitura fuori campo IVA e lo spazio per la marca da bollo da 2 € sopra 77,47 €. Non è una fattura: chi ha partita IVA fattura solo in formato elettronico tramite il Sistema di Interscambio (SdI).

  • Pensato per l’uso in: Italia
  • Ultimo aggiornamento: 14 ottobre 2026
  • Documento in italiano

Compili il modulo

Le Sue risposte restano su questo dispositivo per 7 giorni o finché non le cancella.

0 su 0 compilate

Quando usare questo documento

  • Ha fatto un lavoretto per un’azienda in Italia senza partita IVA e Le chiedono una ricevuta per pagarLa.
  • Ha dato ripetizioni o fatto una traduzione una tantum e il cliente vuole un documento per il pagamento.
  • L’azienda Le ha pagato meno del concordato per la ritenuta d’acconto e vuole che risulti per iscritto.
  • Le serve una ricevuta per prestazione occasionale senza partita IVA.

Che cosa si compila

I dati richiesti dal documento.

  • Prestatore (nome e cognome)
  • Codice fiscale del prestatore
  • Residenza del prestatore
  • Cliente
  • Codice fiscale o partita IVA del committente
  • Indirizzo del cliente
  • Data o periodo della prestazione
  • Descrizione
  • Compenso lordo (importo)
  • Importo della ritenuta (se applicata)
  • Netto pagato (compenso lordo meno la ritenuta)
  • Modalità di pagamento
  • Ritenuta d’acconto del 20%
  • Compensi occasionali dell’anno rispetto a 5.000 €
  • Città
  • Data

Domande frequenti

Quando sulla ricevuta per prestazione occasionale si applica la ritenuta d’acconto?
Solo se il committente è un sostituto d’imposta, cioè un’impresa, un ente o un professionista tenuto a operare le ritenute: trattiene il 20% del compenso lordo e lo versa all’Erario, e il prestatore lo recupera nella dichiarazione dei redditi. Se il committente è un privato, un contribuente forfettario o un soggetto estero, la ritenuta non si applica e il netto coincide con il lordo. Il documento offre le due situazioni.
Sulla ricevuta per prestazione occasionale serve la marca da bollo?
Sì, quando l’importo supera 77,47 €: la ricevuta non è soggetta a IVA e sull’originale va applicata una marca da bollo da 2,00 €, che si compra in tabaccheria. Il documento ha lo spazio per incollarla. Chi paga la marca lo decidono le parti; spesso il prestatore la addebita al committente. Sotto quella soglia il bollo non è dovuto.
Cosa succede se i compensi occasionali superano 5.000 € in un anno?
Sulla parte che supera 5.000 € nell’anno sono dovuti i contributi alla Gestione separata INPS, a cui il prestatore deve iscriversi; il documento contiene la dichiarazione del prestatore sui compensi dell’anno. Il limite di 5.000 € riguarda i contributi, non l’obbligo di aprire la partita IVA, che dipende dall’abitualità dell’attività. Il committente imprenditore deve inoltre comunicare l’inizio della prestazione all’Ispettorato territoriale del lavoro prima che cominci.

Come può firmare questo documento

  • Lo stampi e lo firmi a mano. Le righe per la firma nel documento sono lasciate vuote di proposito – firmi su di esse a penna.
  • Lo firmi personalmente con una firma elettronica qualificata. Se possiede già una FEQ – Evrotrust, B-Trust, StampIT, ZealiD o qualsiasi fornitore qualificato presente nell’elenco di fiducia dell’UE, su smart card, token USB, in un’app per smartphone o nel cloud – la nostra guida alla firma spiega passo dopo passo come firmare proprio questo file senza invalidarlo. Aiuto passo dopo passo e un modo per verificare il risultato

DocMuse vende documenti, non una consulenza legale. L’accettazione dipende sempre dalle regole del destinatario e dalla legge applicabile.

Documenti correlati

  • Sollecito di pagamento di una fattura scaduta (Italia)

    Per un’impresa o un professionista che vuole ricordare a un cliente una fattura scaduta, prima di una diffida: la lettera cortese con numero, data e importo della fattura, la scadenza, la richiesta di pagare entro pochi giorni con l’IBAN, e il richiamo agli interessi di mora che tra imprese decorrono comunque dal giorno dopo la scadenza (d.lgs. 231/2002). Se il pagamento è già partito, chiede di ignorarla. Si manda per e-mail o PEC; se non basta, segue la diffida ad adempiere.

  • Accordo di riservatezza reciproco (NDA) (Italia)

    Per due imprese o professionisti che, prima di collaborare, di vendere o di investire, si scambiano informazioni riservate: un accordo di non divulgazione reciproco con lo scopo dello scambio, che cosa è riservato e che cosa no, l’uso consentito, i dipendenti e consulenti autorizzati, la restituzione delle informazioni, la durata dopo le trattative e una penale con la sua approvazione specifica (artt. 1341–1342 c.c.). Richiama la tutela dei segreti commerciali (artt. 98–99 Codice della proprietà industriale). Si firma in due copie o digitalmente.

  • Diffida ad adempiere e messa in mora per fatture non pagate (Italia)

    Per un’impresa o un professionista non pagato da un cliente impresa: la lettera che elenca le fatture insolute, ricorda gli interessi di mora e i 40 € del d.lgs. 231/2002 dovuti senza bisogno di richiesta, fissa un termine per pagare e vale, a scelta, come diffida ad adempiere ai sensi dell’art. 1454 c.c. (almeno 15 giorni, poi il contratto è risolto di diritto) o come costituzione in mora che interrompe la prescrizione. Si invia per PEC all’indirizzo della società in INI-PEC, o per raccomandata A/R.

  • Contratto di locazione ad uso commerciale 6+6 (Italia)

    Per chi affitta o prende in affitto un negozio, un ufficio, un laboratorio o un capannone per un’attività d’impresa o professionale: contratto di locazione ad uso diverso dall’abitativo secondo la legge 392/1978, di sei anni rinnovabili di sei, con destinazione d’uso, canone e aggiornamento ISTAT al 75 per cento, oneri accessori, deposito cauzionale, recesso del conduttore, avviamento e clausola APE. Non è per alberghi (nove anni) né per attività transitorie. Va registrato entro 30 giorni con il modello RLI.

  • Atto costitutivo e statuto di associazione sportiva dilettantistica (ASD) (Italia)

    Per chi fonda in Italia una ASD senza scopo di lucro: l’atto costitutivo, con i soci fondatori, il primo consiglio direttivo e il presidente, e uno statuto standard con le clausole che l’art. 7 del d.lgs. 36/2021 richiede (denominazione, oggetto sportivo, assenza di lucro, ordinamento democratico e pari opportunità, rendiconto, devoluzione a fini sportivi) e il divieto di cariche in altre società della stessa federazione (art. 11). Non serve il notaio; si registra all’Agenzia delle Entrate e, dopo l’affiliazione, si chiede l’iscrizione nel Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche.

  • Atto costitutivo e statuto di associazione culturale non riconosciuta (Italia)

    Per chi fonda in Italia un’associazione culturale senza scopo di lucro: l’atto costitutivo, con i soci fondatori, il primo consiglio direttivo e il presidente, e uno statuto standard di tredici articoli (finalità, soci, assemblea, consiglio direttivo, patrimonio e rendiconto, scioglimento) secondo gli artt. 36–38 c.c. Non serve il notaio: atto e statuto si firmano da tutti i fondatori e si registrano all’Agenzia delle Entrate, che attribuisce il codice fiscale. Non è uno statuto di ente del Terzo settore (APS, ODV) da iscrivere al RUNTS.