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Contratto di lavoro autonomo per freelance e professionisti (Italia)
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Per un’impresa o un privato che affida un incarico a un lavoratore autonomo, con o senza partita IVA: oggetto, autonomia nell’organizzazione di tempi e luogo, durata, compenso, pagamento entro 60 giorni al massimo, recesso con preavviso congruo e modifiche solo per iscritto, come vuole la legge 22 maggio 2017, n. 81 sul lavoro autonomo. Per chi non ha partita IVA indica la ricevuta per prestazione occasionale e la ritenuta d’acconto. Il recesso è approvato specificamente (art. 1341 c.c.). Si firma in due copie o digitalmente.
- Pensato per l’uso in: Italia
- Ultimo aggiornamento: 14 ottobre 2026
- Documento in italiano
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Quando usare questo documento
- Fa grafica come freelance in Italia e un nuovo cliente vuole cominciare senza un contratto scritto.
- La Sua azienda affida un progetto a un traduttore freelance e vuole tempi e prezzo chiari.
- Un cliente ha pagato con tre mesi di ritardo e stavolta Lei vuole il termine di pagamento per iscritto.
- Le serve un contratto tra un committente e un lavoratore autonomo.
Che cosa si compila
I dati richiesti dal documento.
- Cliente
- Indirizzo del cliente
- Codice fiscale o partita IVA del committente
- Prestatore (nome e cognome)
- Codice fiscale del prestatore
- Residenza del prestatore
- Descrizione dei lavori
- Data di inizio
- Termine di preavviso in giorni
- Fine del contratto (lasciare vuoto se a tempo indeterminato)
- Compenso
- Termine di pagamento (giorni)
- Posizione fiscale del prestatore
- Città
- Data
Domande frequenti
- Quali clausole vieta la legge sul lavoro autonomo ai committenti?
- La legge 22 maggio 2017, n. 81 considera abusive e prive di effetto le clausole che permettono al committente di modificare da solo le condizioni del contratto, di recedere senza un preavviso congruo o di pagare oltre 60 giorni dalla fattura o dalla richiesta di pagamento; è abusivo anche il rifiuto di mettere il contratto per iscritto. Ai ritardi si applicano gli interessi delle transazioni commerciali. Il documento rispetta questi limiti: preavviso scelto dalle parti, pagamento entro 60 giorni, modifiche solo scritte.
- Quando una collaborazione autonoma diventa lavoro subordinato?
- Quando, al di là del nome dato al contratto, il committente organizza le modalità di esecuzione della prestazione personale e continuativa, anche quanto ai tempi e al luogo di lavoro: in quel caso si applica la disciplina del lavoro subordinato (art. 2 del d.lgs. 15 giugno 2015, n. 81). Conta come si lavora in concreto. Per questo il contratto lascia al prestatore l’organizzazione di tempi, luogo e modalità e prevede solo il coordinamento stabilito di comune accordo.
- Si può fare un contratto di lavoro autonomo con chi non ha la partita IVA?
- Sì, se la prestazione è occasionale e non abituale: il prestatore rilascia una ricevuta per prestazione occasionale e, se il committente è sostituto d’imposta, questi trattiene e versa la ritenuta d’acconto del 20%. Oltre 5.000 € di compensi occasionali nell’anno scatta l’iscrizione alla Gestione separata INPS. Il committente che è un imprenditore deve comunicare l’avvio della prestazione all’Ispettorato territoriale del lavoro prima che inizi. Per un’attività abituale serve la partita IVA.
Come può firmare questo documento
- Lo stampi e lo firmi a mano. Le righe per la firma nel documento sono lasciate vuote di proposito – firmi su di esse a penna.
- Lo firmi personalmente con una firma elettronica qualificata. Se possiede già una FEQ – Evrotrust, B-Trust, StampIT, ZealiD o qualsiasi fornitore qualificato presente nell’elenco di fiducia dell’UE, su smart card, token USB, in un’app per smartphone o nel cloud – la nostra guida alla firma spiega passo dopo passo come firmare proprio questo file senza invalidarlo. Aiuto passo dopo passo e un modo per verificare il risultato
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