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Richiesta dell’inquilino di restituzione degli aumenti basati su una clausola di indicizzazione invalida (Austria)
Pubblicato daDocMuse
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La lettera dell’inquilino in Austria che chiede indietro gli aumenti del canone applicati in base a una clausola di indicizzazione invalida: la clausola, i motivi, il periodo, l’importo, un termine e il conto; gli aumenti successivi si pagano solo con riserva. Nota: la giurisprudenza è ancora in movimento: la Corte suprema (OGH) ha dichiarato invalide alcune clausole nel 2023, ha cambiato orientamento nel 2025 (10 Ob 15/25s) e si è pronunciata di nuovo nel 2026 (6 Ob 34/26g); per le locazioni firmate prima del 2026 la MieWeG limita i rimborsi a cinque anni. Faccia verificare la clausola prima dell’invio; la lettera fa solo valere la pretesa. In tedesco.
- Pensato per l’uso in: Austria
- Ultimo aggiornamento: 7 ottobre 2026
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Quando usare questo documento
- L’affitto in Austria è aumentato più volte in base a una clausola di indicizzazione che ritiene nulla.
- Ha sentito che le clausole di indicizzazione di molti contratti d’affitto potrebbero essere nulle e vuole recuperare quanto pagato in più.
- Il padrone di casa ha annunciato un altro aumento per l’indicizzazione e vuole pagarlo solo con riserva.
- Vuole chiedere per iscritto la restituzione degli aumenti d’affitto applicati con la clausola di indicizzazione.
Che cosa si compila
I dati richiesti dal documento.
- Conduttore (nome con l’eventuale titolo accademico)
- Indirizzo del conduttore
- Locatore (nome con l’eventuale titolo accademico, o ragione sociale)
- Indirizzo postale del locatore (via, poi CAP e città sulla riga successiva)
- Città
- Data
- Indirizzo dell’abitazione (con scala e numero della porta)
- Data del contratto
- Posizione della clausola di indicizzazione nel contratto (ad es. punto 5)
- Perché la clausola di indicizzazione è invalida (meglio dopo essersi fatti consigliare)
- Aumenti richiesti in restituzione per i pagamenti effettuati dal
- Importo richiesto in restituzione (totale degli aumenti, in euro)
- Scadenza del pagamento
- IBAN
Domande frequenti
- Le clausole di indicizzazione nei contratti di locazione austriaci sono invalide?
- Non in generale. Nel 2023 la Corte suprema (OGH) ha dichiarato invalide alcune clausole nelle locazioni con consumatori (2 Ob 36/23t, 8 Ob 37/23h); nel luglio 2025 ha visto diversamente l’applicazione alle locazioni del § 6 Abs 2 Z 4 della legge austriaca sulla tutela dei consumatori (KSchG) (10 Ob 15/25s) e si è pronunciata di nuovo nel 2026 (6 Ob 34/26g); dal 2026 valgono anche le regole del 5° MILG. Se la Sua clausola sia invalida dipende dal testo, dalla data del contratto e dalla giurisprudenza attuale. Lo faccia verificare prima dell’invio, per esempio dall’associazione degli inquilini o dalla Camera del lavoro.
- Fino a quando si possono chiedere indietro in Austria gli aumenti per indicizzazione?
- Per le locazioni abitative firmate prima del 1° gennaio 2026, la MieWeG (parte del 5° MILG, BGBl. I Nr. 114/2025) limita i rimborsi per una clausola invalida ai pagamenti dei cinque anni precedenti la fine della locazione o, se è ancora in corso, il momento in cui l’inquilino ha saputo dell’invalidità. Le pretese si prescrivono in tre anni da quella conoscenza, al più tardi 30 anni dopo il pagamento (§ 4 MieWeG); le cause avviate prima del 2026 non sono toccate. La lettera riporta periodo e importo da Lei calcolati; conti solo i pagamenti documentabili.
- Una lettera di richiesta interrompe la prescrizione in Austria?
- No. Una lettera da sola non interrompe la prescrizione; secondo il § 1497 ABGB la interrompono solo un’azione giudiziale portata avanti regolarmente o il riconoscimento del locatore. Per questo la lettera chiede al locatore di dichiarare se riconosce la pretesa. Se rifiuta o non risponde, decide l’ufficio di conciliazione o il tribunale; tenga d’occhio i termini, che dal 2026 possono essere più brevi.
- Un inquilino in Austria può semplicemente smettere di pagare l’aumento per indicizzazione?
- Se paga meno di quanto richiesto e la clausola si rivela valida, si accumulano arretrati, che possono portare a una disdetta giudiziale (§ 30 Abs 2 Z 1 MRG) o a un’azione di sgombero (§ 1118 ABGB). La via sicura è continuare a pagare per intero, ma espressamente con riserva del diritto di chiedere la restituzione, come dichiara la lettera; indichi la riserva anche su ogni bonifico.
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