Comunicazione e diffida: modelli e moduli
44 modelli da compilare online o da scaricare. · Risultati da 25 a 44
Sollecito di pagamento di una fattura scaduta (Italia)
Per un’impresa o un professionista che vuole ricordare a un cliente una fattura scaduta, prima di una diffida: la lettera cortese con numero, data e importo della fattura, la scadenza, la richiesta di pagare entro pochi giorni con l’IBAN, e il richiamo agli interessi di mora che tra imprese decorrono comunque dal giorno dopo la scadenza (d.lgs. 231/2002). Se il pagamento è già partito, chiede di ignorarla. Si manda per e-mail o PEC; se non basta, segue la diffida ad adempiere.
Revoca dell’addebito diretto SEPA (ex RID) (Italia)
Molte banche permettono di revocare una domiciliazione gratis dall’home banking o in filiale. Questo documento serve a chi vuole farlo per iscritto, con prova: contiene due lettere da inviare lo stesso giorno, una al creditore, che revoca il mandato SEPA, e una alla propria banca, che chiede di non eseguire più gli addebiti di quel creditore (d.lgs. n. 11/2010). La revoca non cancella le somme dovute: la lettera chiede come pagarle con un altro mezzo.
Comunicazione di malattia al datore di lavoro (Italia)
Lettera del lavoratore dipendente che comunica al datore di lavoro l’assenza per malattia: data di inizio, fine della prognosi, numero di protocollo (PUC) del certificato telematico che il medico ha trasmesso all’INPS e indirizzo di reperibilità per la visita di controllo. Serve dove il CCNL o l’azienda chiedono un avviso scritto e non danno un portale proprio. Si invia per PEC all’indirizzo dell’azienda, per raccomandata A/R o a mano. Contiene dati sulla salute: si acquista in bianco e si compila a mano.
Comunicazione di recesso da un acquisto online o fuori dai locali commerciali (Italia)
Per il consumatore che ha acquistato online, per telefono, per corrispondenza o da un venditore a domicilio e ha cambiato idea: comunica il recesso entro 14 giorni, senza motivazione (art. 52 del Codice del consumo), e chiede il rimborso di tutto ciò che ha pagato entro 14 giorni. Il modulo tipo che il venditore deve fornirLe e, per i contratti conclusi dal 19 giugno 2026, il pulsante «Recedere dal contratto qui» dei siti di e-commerce sono gratuiti e bastano da soli. Questa lettera serve a lasciare una prova scritta: va inviata per raccomandata A/R o per PEC all’indirizzo PEC del venditore.
Denuncia di smarrimento di documenti (Italia)
Denuncia scritta dello smarrimento di documenti – carta d’identità, patente, passaporto, tessere, carte di pagamento – da consegnare a una stazione dei Carabinieri o a un ufficio di Polizia, che ne rilascia copia per chiedere i duplicati. Elenca i documenti, il luogo e la data in cui ci si è accorti della perdita e le circostanze. Dal 15 giugno 2026 la segnalazione di smarrimento si fa anche gratis online, sul portale Denunce online della Polizia di Stato o dall’app IO. Non serve per un furto, che si denuncia di persona.
Diffida ad adempiere e messa in mora di un professionista (Italia)
Per il consumatore che ha pagato un professionista – un negozio, un artigiano, un’impresa di servizi – e non ha ricevuto quanto pattuito, o ha ricevuto addebiti non dovuti: lo diffida per iscritto ad adempiere entro un termine di almeno 15 giorni, lo costituisce in mora (art. 1219 c.c.) e interrompe la prescrizione (art. 2943 c.c.). Lei sceglie se, scaduto il termine, il contratto sia risolto di diritto (art. 1454 c.c.) o se agirà per l’adempimento. Per luce, gas, telefono, banca e assicurazione esiste anche una via gratuita di settore. Va inviata per raccomandata A/R o per PEC all’indirizzo PEC del professionista.
Disdetta di una polizza assicurativa (Italia)
Per chi vuole chiudere una polizza assicurativa – casa, infortuni, responsabilità civile, salute – alla scadenza, così che non si rinnovi tacitamente, o recedere da una polizza di durata superiore a cinque anni trascorso il quinquennio (art. 1899 c.c.). Il preavviso è quello fissato dalla polizza e si conta dal ricevimento della lettera. La RC auto invece non va disdetta: non si rinnova mai tacitamente. Molte compagnie accettano la disdetta anche dall’area clienti o tramite l’agente, gratuitamente. La lettera va per PEC all’indirizzo PEC della compagnia o per raccomandata A/R.
Impugnazione stragiudiziale del licenziamento (Italia)
Per il lavoratore licenziato in Italia che vuole conservare il diritto di contestare il licenziamento. La legge chiede un atto scritto entro sessanta giorni dalla ricezione del licenziamento (art. 6 legge 604/1966): questa lettera è quell’atto, senza entrare nei motivi. Dopo l’invio restano centottanta giorni per depositare il ricorso in tribunale o chiedere la conciliazione o l’arbitrato. Si invia per raccomandata A/R o per PEC, il prima possibile.
Disdetta del contratto di locazione alla seconda scadenza (Italia)
Per il locatore o l’inquilino che in Italia non vuole rinnovare un affitto 4+4 alla seconda scadenza, dopo otto anni, o un 3+2 alla fine della proroga biennale: la rinuncia al rinnovo dell’art. 2 della legge 9 dicembre 1998, n. 431, che non richiede motivi, con la data di cessazione e la richiesta di fissare la riconsegna. Va inviata con lettera raccomandata almeno sei mesi prima della scadenza; senza disdetta il contratto si rinnova. Non serve per la prima scadenza del 4+4, dove il locatore deve indicare un motivo di legge.
Lettera di dimissioni del dipendente pubblico (Italia)
Per il dipendente di un ministero, di una regione, di un comune, di un’azienda sanitaria o di un altro ente pubblico che si dimette. Le pubbliche amministrazioni sono escluse dalla procedura telematica delle dimissioni: si scrive all’amministrazione, con il preavviso del CCNL di comparto. Il personale della scuola usa invece l’istanza gratuita su Istanze online. Si invia per PEC, per raccomandata A/R o al protocollo. In provincia di Bolzano l’ente deve accettare anche il tedesco, in Valle d’Aosta il francese.
Lettera di accompagnamento alle dimissioni telematiche (Italia)
Il lavoratore del settore privato in Italia si dimette gratuitamente online, con il modulo del Ministero del lavoro, da solo con SPID o CIE o tramite un patronato o un sindacato: è quella procedura a chiudere il rapporto, e nessuna lettera la sostituisce. Questa lettera la accompagna: dice al datore di lavoro la data dell’invio, il preavviso e l’ultimo giorno di lavoro, e chiede le spettanze finali, l’ultima busta paga, il calcolo del TFR e la Certificazione Unica. Serve anche durante il periodo di prova.
Comunicazione di aggiornamento ISTAT del canone di locazione (Italia)
Per il proprietario che in Italia affitta senza cedolare secca e ha nel contratto una clausola di aggiornamento: la lettera al conduttore che applica la variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) nella quota prevista dal contratto, con il canone attuale, il nuovo canone e la mensilità da cui decorre. Chi ha optato per la cedolare secca non può chiedere aggiornamenti per tutta la durata dell’opzione. Si invia per raccomandata A/R, per PEC se l’inquilino ne ha una, o a mano.
Lettera di revoca della procura al procuratore (Italia)
Per chi ha conferito una procura generale o speciale e vuole ritirarla: la lettera comunica al procuratore la revoca con effetto immediato, gli chiede di restituire l’originale della procura (art. 1397 del codice civile) e di rendere conto degli atti compiuti. Si invia con raccomandata A/R, con PEC se il procuratore ha un indirizzo PEC, o a mano con copia firmata per ricevuta. Per rendere la revoca opponibile alla banca e agli altri terzi serve anche la comunicazione ai terzi.
Diffida per canoni di locazione non pagati (Italia)
Per il proprietario in Italia il cui inquilino non paga l’affitto: la diffida al conduttore che elenca le mensilità non pagate e il totale, ricorda che il ritardo oltre venti giorni è motivo di risoluzione (art. 5 della legge 27 luglio 1978, n. 392) e intima il pagamento entro quindici giorni (artt. 1219 e 1454 c.c.), avvertendo che in mancanza il contratto si intenderà risolto e seguirà l’intimazione di sfratto per morosità davanti al giudice. Per raccomandata A/R all’immobile locato, o a mano.
Lettera di licenziamento della colf o della badante (Italia)
Per la famiglia che, come datore di lavoro domestico in Italia, chiude il rapporto con la colf, la badante o la baby-sitter. Nel lavoro domestico il licenziamento non richiede un motivo (art. 2118 c.c.; art. 4 della legge 108/1990), ma va dato il preavviso del CCNL sul lavoro domestico o pagata l’indennità sostitutiva. La lettera comunica il recesso, il preavviso, l’ultimo giorno e le spettanze finali. Non serve per il licenziamento per giusta causa né durante la gravidanza o i congedi per la nascita del figlio. La cessazione si comunica poi all’INPS, gratis. Si consegna a mano con firma per ricevuta, o per raccomandata A/R.
Recesso dal contratto di telefonia, internet o pay-TV (Italia)
Per chi vuole chiudere un contratto di telefonia fissa o mobile, internet o pay-TV, anche prima della scadenza: la legge consente di recedere in ogni momento, con un preavviso non superiore a trenta giorni e senza costi diversi da quelli giustificati dai costi dell’operatore (art. 1, comma 3, del d.l. 7/2007, «decreto Bersani»). Gli operatori offrono anche canali gratuiti di disdetta nell’area clienti o nei negozi; per passare a un altro operatore conservando il numero basta rivolgersi al nuovo. La lettera lascia la prova della data: va per PEC all’indirizzo PEC dell’operatore o per raccomandata A/R.
Comunicazione al datore di lavoro del congedo parentale o di paternità (Italia)
Per il genitore lavoratore dipendente in Italia che comunica per iscritto al datore di lavoro i giorni di congedo parentale o di congedo di paternità obbligatorio, con il preavviso di almeno cinque giorni. Il congedo parentale si può usare fino ai quattordici anni del figlio, anche a ore; l’indennità si chiede a parte, gratuitamente, con la domanda online all’INPS o tramite un patronato. Il congedo di paternità vale dieci giorni lavorativi, pagati al 100%. Si consegna a mano, per PEC o per e-mail.
Proposta di saldo e stralcio a un creditore (Italia)
Per chi in Italia ha un debito con un privato, un’impresa, una finanziaria o una società di recupero crediti e vuole proporre di chiudere la posizione pagando una somma minore, in un’unica soluzione o a rate. La lettera indica il debito richiesto, l’importo offerto, le modalità di pagamento e il termine di validità, e dice che il pagamento avverrà solo dopo l’accettazione scritta. Non serve per le cartelle dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Si invia per raccomandata A/R o via PEC.
Lettera di recesso da un contratto di fornitura o di servizi tra imprese (Italia)
Per un’impresa o un professionista che vuole uscire da un contratto con un fornitore (pulizie, software, noleggio di attrezzature, manutenzione): la lettera che esercita il recesso previsto dal contratto (art. 1373 c.c.), con il riferimento alla clausola, il preavviso, la data di effetto e le richieste per chiudere il rapporto: fattura finale, ritiro dei beni, restituzione dei dati, stop agli addebiti. Si invia per PEC all’indirizzo del fornitore in INI-PEC o per raccomandata A/R. Se il contratto non prevede il recesso, la lettera non basta.
Richiesta di rendiconto degli oneri accessori al locatore (Italia)
Per l’inquilino che in Italia riceve dal padrone di casa la richiesta di pagare spese condominiali e oneri accessori e vuole sapere a cosa si riferiscono: la lettera che, ai sensi dell’art. 9 della legge 27 luglio 1978, n. 392, chiede l’indicazione specifica delle spese con i criteri di ripartizione e la visione dei documenti giustificativi, con l’impegno a pagare quanto risulterà dovuto. Il pagamento va fatto entro due mesi dalla richiesta. Per raccomandata A/R, PEC se il locatore ne ha una, o a mano.
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