Denaro e debiti: modelli e moduli
12 modelli da compilare online o da scaricare.
Revoca dell’addebito diretto SEPA (ex RID) (Italia)
Molte banche permettono di revocare una domiciliazione gratis dall’home banking o in filiale. Questo documento serve a chi vuole farlo per iscritto, con prova: contiene due lettere da inviare lo stesso giorno, una al creditore, che revoca il mandato SEPA, e una alla propria banca, che chiede di non eseguire più gli addebiti di quel creditore (d.lgs. n. 11/2010). La revoca non cancella le somme dovute: la lettera chiede come pagarle con un altro mezzo.
Proposta di saldo e stralcio a un creditore (Italia)
Per chi in Italia ha un debito con un privato, un’impresa, una finanziaria o una società di recupero crediti e vuole proporre di chiudere la posizione pagando una somma minore, in un’unica soluzione o a rate. La lettera indica il debito richiesto, l’importo offerto, le modalità di pagamento e il termine di validità, e dice che il pagamento avverrà solo dopo l’accettazione scritta. Non serve per le cartelle dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Si invia per raccomandata A/R o via PEC.
Reclamo scritto alla banca (Italia)
Il reclamo alla banca è gratuito, e molte banche hanno un modulo online o un indirizzo PEC per l’ufficio reclami. Questa lettera serve a chi vuole scriverlo da sé: descrive il problema – un addebito non dovuto, un costo non previsto, un servizio non reso – indica che cosa chiede e, se serve, la copia dei documenti (art. 119, comma 4, TUB). È il passo che apre il ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario, online e con un contributo di 20 €. Si invia per raccomandata A/R o via PEC.
Accordo transattivo tra privati (Italia)
Per chiudere in Italia una lite tra privati o con un’impresa – un debito contestato, un danno, un lavoro eseguito male – con reciproche concessioni, anche come accordo a saldo e stralcio. Il contratto descrive la controversia, ciò che concede ciascuna parte, l’eventuale somma e le modalità di pagamento, e la rinuncia a ogni altra pretesa su quella lite (artt. 1965 e seguenti del codice civile). Non serve per le liti di lavoro. Si firma in due copie.
Eccezione di prescrizione biennale di una bolletta di luce, gas o acqua (Italia)
Per il cliente domestico, la microimpresa o il professionista che in Italia riceve una bolletta di luce, gas o acqua con consumi di oltre due anni prima, spesso un conguaglio. Molti fornitori hanno un modulo gratuito per eccepire la prescrizione; questa lettera fa lo stesso per iscritto: indica la fattura e l’importo, eccepisce la prescrizione biennale (legge n. 205/2017), chiede una fattura rettificata e annuncia il pagamento della parte non prescritta. Si invia per raccomandata A/R o via PEC.
Quietanza liberatoria di pagamento (Italia)
Per il creditore che in Italia riceve il pagamento di un debito – un prestito restituito, un saldo e stralcio, l’ultima rata di un piano – e deve rilasciarne quietanza, come chiede l’art. 1199 del codice civile. Il documento indica le parti con il codice fiscale, l’importo, la data e il modo del pagamento, il debito originario e se il pagamento è a saldo o in acconto. Lo firma il creditore. Oltre 77,47 € va applicata una marca da bollo da 2 €, che si compra in tabaccheria.
Contratto di prestito tra privati (Italia)
Per prestare denaro a un familiare o a un amico in Italia e conservarne la prova scritta. Il contratto indica le parti con il codice fiscale, l’importo in cifre e in lettere, il versamento con bonifico, se il prestito è infruttifero o il tasso di interesse, la restituzione in un’unica soluzione o a rate mensili, il rimborso anticipato e le conseguenze del ritardo (artt. 1813 e seguenti del codice civile). Si stampa in due copie, firmate da entrambe le parti.
Contestazione di un sollecito di pagamento o di una società di recupero crediti (Italia)
Per chi in Italia riceve un sollecito di pagamento – spesso da una società di recupero crediti, per un debito vecchio, sconosciuto o già pagato – e vuole contestarlo per iscritto. La lettera indica il motivo scelto (debito non riconosciuto, già pagato o prescritto), chiede la documentazione che prova il credito e il titolo della società, anche la cessione del credito (art. 1264 del codice civile), e l’accesso ai propri dati (art. 15 GDPR). Si invia per raccomandata A/R o via PEC.
Richiesta di chiusura del conto corrente (Italia)
Se apre un conto in un’altra banca in Italia, la nuova banca offre gratis il servizio di trasferimento, che sposta bonifici e addebiti e chiude il vecchio conto se lo chiede. Questa lettera serve a chi vuole solo chiudere il conto: comunica il recesso senza penalità e senza spese (art. 120-bis del Testo unico bancario), chiede di chiudere carte e servizi collegati, di trasferire il saldo e di inviare l’estratto conto di chiusura. Si invia per raccomandata A/R, via PEC o si consegna in filiale.
Riconoscimento di debito e promessa di pagamento (Italia)
Per chi in Italia deve una somma a un privato o a un’impresa e vuole riconoscerla per iscritto: un prestito ricevuto, un anticipo, un acquisto non pagato. Il documento indica le parti con il codice fiscale, l’importo esatto in cifre e in lettere, l’origine del debito e il pagamento in un’unica soluzione o a rate. Ai sensi dell’art. 1988 del codice civile dispensa il creditore dal provare il rapporto da cui il debito nasce. Lo firma solo il debitore, che lo consegna al creditore.
Diffida e messa in mora per il pagamento di una somma (Italia)
Per chi in Italia deve ricevere una somma da un privato o da un’impresa – un prestito non restituito, una fattura o un compenso non pagato – e vuole chiederla formalmente prima di altre iniziative. La lettera indica l’origine del debito e l’importo, assegna un termine in giorni dal ricevimento, costituisce il debitore in mora (art. 1219 del codice civile) e interrompe la prescrizione. Si invia per raccomandata A/R o via PEC, se il debitore ha un indirizzo PEC.
Piano di rientro concordato tra creditore e debitore (Italia)
Per il creditore e il debitore che in Italia si accordano per pagare un debito a rate: un prestito tra privati, un compenso, un affitto arretrato. Il contratto riconosce l’importo dovuto e la sua origine (art. 1988 del codice civile), fissa il numero e l’importo delle rate, l’eventuale tasso, l’impegno del creditore a non agire finché il piano è rispettato e le conseguenze delle rate non pagate. Si firma in due copie. Non serve per i debiti con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
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