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Riduzione del prezzo o risoluzione per difetto di conformità non riparato (Italia)
Pubblicato daDocMuse
Per il consumatore che ha già chiesto al venditore di riparare o sostituire un bene difettoso, senza risultato: chiede la riduzione proporzionale del prezzo, oppure dichiara la risoluzione del contratto e chiede il rimborso dell’intero prezzo (artt. 135-bis e 135-quater del Codice del consumo). Si usa se il venditore rifiuta o non provvede entro un congruo periodo di tempo, se il difetto si ripresenta o se è grave. Le associazioni dei consumatori offrono anche modelli gratuiti. La lettera va inviata per raccomandata A/R o per PEC all’indirizzo PEC del venditore.
- Pensato per l’uso in: Italia
- Ultimo aggiornamento: 14 ottobre 2026
- Documento in italiano
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Quando usare questo documento
- Il venditore in Italia non ha riparato il prodotto difettoso nonostante la Sua richiesta scritta.
- Il televisore è tornato dall’assistenza con lo stesso guasto.
- Il negozio rifiuta la sostituzione e non risponde da settimane.
- Vuole restituire il prodotto difettoso e riavere i soldi, oppure pagarlo di meno.
Che cosa si compila
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- Data del reclamo
- Prodotto
- Data di ricevimento della merce
- Riferimento dell’acquisto (scontrino, fattura o numero d’ordine)
- Difetto
- Importo pagato
- Perché la conformità non è stata ripristinata
- Riduzione del prezzo o risoluzione della vendita
- Importo della riduzione
- IBAN
Domande frequenti
- Quando si può passare alla riduzione del prezzo o alla risoluzione del contratto?
- Dopo aver chiesto la riparazione o la sostituzione, se il venditore rifiuta, non provvede senza spese ed entro un congruo periodo di tempo, se il difetto si ripresenta nonostante il suo intervento, se il difetto è così grave da giustificare subito questi rimedi, o se il venditore dichiara che non provvederà (art. 135-bis del Codice del consumo). La risoluzione non è ammessa per un difetto di lieve entità, ma spetta al venditore dimostrare che lo è. Nella lettera Lei sceglie il motivo e il rimedio.
- Come si calcola la riduzione del prezzo e che cosa succede al bene se il contratto è risolto?
- La riduzione è proporzionale alla diminuzione del valore del bene rispetto al valore che avrebbe se fosse conforme (art. 135-quater del Codice del consumo): nella lettera Lei indica l’importo che ritiene giusto. La risoluzione si ottiene con una dichiarazione diretta al venditore, come questa lettera; Lei restituisce il bene a spese del venditore, che rimborsa il prezzo quando riceve il bene o la prova della spedizione. Se solo alcuni dei beni acquistati sono difettosi, la risoluzione può riguardare soltanto quelli.
- Se il venditore non risponde neppure a questa lettera, che cosa resta da fare in Italia?
- Restano la causa davanti al giudice, da avviare entro 26 mesi dalla consegna del bene (art. 133 del Codice del consumo), e le vie gratuite: le associazioni dei consumatori assistono nelle trattative e pubblicano modelli di reclamo, e per un venditore con sede in un altro Paese dell’Unione europea interviene gratuitamente il Centro Europeo Consumatori Italia. Conservi la ricevuta della raccomandata o della PEC, la prova d’acquisto e la corrispondenza: sono le prove del Suo diritto.
Come può firmare questo documento
- Lo stampi e lo firmi a mano. Le righe per la firma nel documento sono lasciate vuote di proposito – firmi su di esse a penna.
- Lo firmi personalmente con una firma elettronica qualificata. Se possiede già una FEQ – Evrotrust, B-Trust, StampIT, ZealiD o qualsiasi fornitore qualificato presente nell’elenco di fiducia dell’UE, su smart card, token USB, in un’app per smartphone o nel cloud – la nostra guida alla firma spiega passo dopo passo come firmare proprio questo file senza invalidarlo. Aiuto passo dopo passo e un modo per verificare il risultato
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Per chi vuole chiudere un abbonamento – palestra, piscina, rivista, servizio online – o evitarne il rinnovo: la lettera comunica la disdetta alla scadenza, il recesso nei termini del contratto oppure, se una malattia o un infortunio documentati impediscono di usufruire del servizio, chiede la risoluzione per impossibilità sopravvenuta (artt. 1463 e 1464 c.c.). In Italia non c’è una legge apposita per le palestre: contano il contratto e le regole del Codice del consumo sulle clausole vessatorie. Molti gestori indicano nel contratto come disdire. La lettera va per PEC all’indirizzo PEC dell’impresa o per raccomandata A/R.
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Per l’assicurato, il contraente o il danneggiato che contesta a una compagnia di assicurazione un sinistro non liquidato o pagato in parte, un ritardo, un premio sbagliato o il comportamento di un agente: il reclamo scritto all’ufficio reclami della compagnia è il primo passo, gratuito. Se entro 45 giorni la risposta manca o non soddisfa, dal 15 gennaio 2026 ci si può rivolgere all’Arbitro Assicurativo dell’IVASS, online, con un contributo di 20 € rimborsato se si vince. Le compagnie offrono anche un modulo di reclamo sul proprio sito. La lettera va per PEC all’indirizzo PEC della compagnia o per raccomandata A/R.
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Per chi ha un contratto di telefonia fissa o mobile, internet o pay-TV e contesta una fattura, un costo non richiesto, un guasto, una linea lenta o un passaggio a un altro operatore andato male: il reclamo scritto all’operatore è il primo passo, e l’operatore deve rispondere entro 45 giorni. Se la risposta non soddisfa, la conciliazione su ConciliaWeb dell’AGCOM, tramite il CORECOM della Sua regione, è gratuita, online, ed è obbligatoria prima di andare dal giudice. La lettera va per PEC all’indirizzo PEC dell’operatore o per raccomandata A/R; vale anche il canale reclami indicato nella carta dei servizi.
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