Italiano: modelli e moduli
130 modelli da compilare online o da scaricare. · Risultati da 97 a 120
Giustificazioni alla contestazione disciplinare (Italia)
Per il dipendente in Italia che ha ricevuto una lettera di contestazione disciplinare e vuole difendersi per iscritto entro i cinque giorni previsti dall’art. 7 dello Statuto dei lavoratori, o nel termine più lungo del contratto collettivo. La lettera richiama la contestazione, riporta le giustificazioni scritte dal lavoratore e può chiedere un’audizione orale, anche con l’assistenza di un rappresentante sindacale. Si consegna a mano facendo firmare la copia, o per raccomandata A/R o PEC.
Diffida per canoni di locazione non pagati (Italia)
Per il proprietario in Italia il cui inquilino non paga l’affitto: la diffida al conduttore che elenca le mensilità non pagate e il totale, ricorda che il ritardo oltre venti giorni è motivo di risoluzione (art. 5 della legge 27 luglio 1978, n. 392) e intima il pagamento entro quindici giorni (artt. 1219 e 1454 c.c.), avvertendo che in mancanza il contratto si intenderà risolto e seguirà l’intimazione di sfratto per morosità davanti al giudice. Per raccomandata A/R all’immobile locato, o a mano.
Richiesta del certificato di lavoro e dei documenti di fine rapporto (Italia)
Per chi ha lasciato o sta lasciando un lavoro dipendente in Italia e chiede al datore di lavoro i documenti finali: il certificato di lavoro dell’art. 2124 c.c., con il periodo e le mansioni svolte, che il datore deve rilasciare qualunque sia la causa della cessazione; l’ultima busta paga e il prospetto del TFR; la Certificazione Unica, dovuta entro dodici giorni dalla richiesta in caso di cessazione in corso d’anno. Si invia per raccomandata A/R, per PEC o a mano.
Lettera di dimissioni per colf e badanti (Italia)
Per la colf, la badante o la baby-sitter che lascia il lavoro presso una famiglia in Italia. Il lavoro domestico è escluso dalle dimissioni telematiche: qui le dimissioni si danno per iscritto, e questa lettera le comunica, con il preavviso previsto dal CCNL sul lavoro domestico e l’ultimo giorno di lavoro, e chiede ferie non godute, ratei di tredicesima, TFR, ultimo prospetto paga e la comunicazione di cessazione all’INPS. Si consegna a mano, facendo firmare la copia, o per raccomandata A/R.
Richiesta al datore di lavoro di versare i contributi mancanti (Italia)
Lettera del lavoratore, in servizio o cessato, al datore di lavoro che non risulta aver versato i contributi INPS per alcuni periodi: indica i periodi scoperti dall’estratto conto contributivo, chiede di regolarizzare entro un termine con la prova dei versamenti e annuncia la segnalazione all’INPS e all’Ispettorato del lavoro. L’estratto conto si consulta gratis online sul sito dell’INPS o presso un patronato. Si invia per PEC all’indirizzo dell’azienda o per raccomandata A/R.
Revoca dell’addebito diretto SEPA (ex RID) (Italia)
Molte banche permettono di revocare una domiciliazione gratis dall’home banking o in filiale. Questo documento serve a chi vuole farlo per iscritto, con prova: contiene due lettere da inviare lo stesso giorno, una al creditore, che revoca il mandato SEPA, e una alla propria banca, che chiede di non eseguire più gli addebiti di quel creditore (d.lgs. n. 11/2010). La revoca non cancella le somme dovute: la lettera chiede come pagarle con un altro mezzo.
Comunicazione di malattia al datore di lavoro (Italia)
Lettera del lavoratore dipendente che comunica al datore di lavoro l’assenza per malattia: data di inizio, fine della prognosi, numero di protocollo (PUC) del certificato telematico che il medico ha trasmesso all’INPS e indirizzo di reperibilità per la visita di controllo. Serve dove il CCNL o l’azienda chiedono un avviso scritto e non danno un portale proprio. Si invia per PEC all’indirizzo dell’azienda, per raccomandata A/R o a mano. Contiene dati sulla salute: si acquista in bianco e si compila a mano.
Disconoscimento di un contratto non richiesto (luce, gas, telefono) (Italia)
Per chi scopre a proprio nome un contratto che non ha mai chiesto – luce o gas passati a un altro venditore, una linea o un servizio telefonico attivati, un abbonamento – spesso dopo una telefonata o una visita a domicilio: disconosce il contratto e chiede la cessazione, l’annullamento delle fatture e il rimborso. Il consumatore non deve nulla per una fornitura non richiesta e il silenzio non vale come consenso (art. 66-quinquies del Codice del consumo). Per luce e gas l’ARERA prevede una procedura di ripristino; Altroconsumo pubblica un modello gratuito. La lettera va per PEC all’indirizzo PEC dell’impresa o per raccomandata A/R.
Recesso dal contratto di telefonia, internet o pay-TV (Italia)
Per chi vuole chiudere un contratto di telefonia fissa o mobile, internet o pay-TV, anche prima della scadenza: la legge consente di recedere in ogni momento, con un preavviso non superiore a trenta giorni e senza costi diversi da quelli giustificati dai costi dell’operatore (art. 1, comma 3, del d.l. 7/2007, «decreto Bersani»). Gli operatori offrono anche canali gratuiti di disdetta nell’area clienti o nei negozi; per passare a un altro operatore conservando il numero basta rivolgersi al nuovo. La lettera lascia la prova della data: va per PEC all’indirizzo PEC dell’operatore o per raccomandata A/R.
Accordo transattivo tra privati (Italia)
Per chiudere in Italia una lite tra privati o con un’impresa – un debito contestato, un danno, un lavoro eseguito male – con reciproche concessioni, anche come accordo a saldo e stralcio. Il contratto descrive la controversia, ciò che concede ciascuna parte, l’eventuale somma e le modalità di pagamento, e la rinuncia a ogni altra pretesa su quella lite (artt. 1965 e seguenti del codice civile). Non serve per le liti di lavoro. Si firma in due copie.
Diffida ad adempiere e messa in mora di un professionista (Italia)
Per il consumatore che ha pagato un professionista – un negozio, un artigiano, un’impresa di servizi – e non ha ricevuto quanto pattuito, o ha ricevuto addebiti non dovuti: lo diffida per iscritto ad adempiere entro un termine di almeno 15 giorni, lo costituisce in mora (art. 1219 c.c.) e interrompe la prescrizione (art. 2943 c.c.). Lei sceglie se, scaduto il termine, il contratto sia risolto di diritto (art. 1454 c.c.) o se agirà per l’adempimento. Per luce, gas, telefono, banca e assicurazione esiste anche una via gratuita di settore. Va inviata per raccomandata A/R o per PEC all’indirizzo PEC del professionista.
Lettera di recesso da un contratto di fornitura o di servizi tra imprese (Italia)
Per un’impresa o un professionista che vuole uscire da un contratto con un fornitore (pulizie, software, noleggio di attrezzature, manutenzione): la lettera che esercita il recesso previsto dal contratto (art. 1373 c.c.), con il riferimento alla clausola, il preavviso, la data di effetto e le richieste per chiudere il rapporto: fattura finale, ritiro dei beni, restituzione dei dati, stop agli addebiti. Si invia per PEC all’indirizzo del fornitore in INI-PEC o per raccomandata A/R. Se il contratto non prevede il recesso, la lettera non basta.
Richiesta di rimborso spese sanitarie al fondo integrativo o all’assicurazione (Italia)
Lettera dell’iscritto a un fondo sanitario integrativo, a una cassa o a una polizza malattia per chiedere il rimborso di visite, esami, cure o ricoveri pagati: elenca fatture e prescrizioni allegate, indica l’IBAN e chiede di segnalare per iscritto i documenti mancanti. Serve dove il fondo accetta la richiesta per posta o PEC, o per sollecitare una pratica ferma; se il fondo ha un’area riservata o un modulo proprio, usi quelli. Contiene dati sulla salute: si acquista in bianco e si compila a mano.
Impugnazione stragiudiziale del licenziamento (Italia)
Per il lavoratore licenziato in Italia che vuole conservare il diritto di contestare il licenziamento. La legge chiede un atto scritto entro sessanta giorni dalla ricezione del licenziamento (art. 6 legge 604/1966): questa lettera è quell’atto, senza entrare nei motivi. Dopo l’invio restano centottanta giorni per depositare il ricorso in tribunale o chiedere la conciliazione o l’arbitrato. Si invia per raccomandata A/R o per PEC, il prima possibile.
Istanza di autotutela per il bollo auto non dovuto o prescritto (Italia)
Per chi riceve un avviso o una cartella per la tassa automobilistica che non deve: tassa già pagata, prescritta, veicolo non intestato o esente. L’istanza chiede all’ufficio della Regione, o all’ente indicato nell’atto, di annullarlo in autotutela; molte Regioni offrono un modulo o un servizio online gratuito, da preferire se c’è. In Friuli Venezia Giulia e Sardegna il bollo lo riscuote l’Agenzia delle Entrate, in Trentino-Alto Adige la Provincia. È in carta libera, senza marca da bollo; si invia per PEC, raccomandata A/R o a mano, e non sospende i 60 giorni per il ricorso.
Accordo individuale di lavoro agile (smart working) (Italia)
Per il datore di lavoro e il dipendente in Italia che concordano lo smart working nel rapporto in corso. L’accordo scritto richiesto dagli artt. 18–23 della legge 81/2017 fissa giorni e luoghi del lavoro agile, strumenti forniti, fasce di disconnessione, potere di controllo, condotte disciplinari, informativa sui rischi, durata e recesso con trenta giorni di preavviso (novanta per il lavoratore disabile). Il datore di lavoro privato lo comunica poi online al Ministero del lavoro, gratuitamente, entro cinque giorni dall’avvio.
Disdetta del contratto di locazione alla seconda scadenza (Italia)
Per il locatore o l’inquilino che in Italia non vuole rinnovare un affitto 4+4 alla seconda scadenza, dopo otto anni, o un 3+2 alla fine della proroga biennale: la rinuncia al rinnovo dell’art. 2 della legge 9 dicembre 1998, n. 431, che non richiede motivi, con la data di cessazione e la richiesta di fissare la riconsegna. Va inviata con lettera raccomandata almeno sei mesi prima della scadenza; senza disdetta il contratto si rinnova. Non serve per la prima scadenza del 4+4, dove il locatore deve indicare un motivo di legge.
Lettera di dimissioni del dipendente pubblico (Italia)
Per il dipendente di un ministero, di una regione, di un comune, di un’azienda sanitaria o di un altro ente pubblico che si dimette. Le pubbliche amministrazioni sono escluse dalla procedura telematica delle dimissioni: si scrive all’amministrazione, con il preavviso del CCNL di comparto. Il personale della scuola usa invece l’istanza gratuita su Istanze online. Si invia per PEC, per raccomandata A/R o al protocollo. In provincia di Bolzano l’ente deve accettare anche il tedesco, in Valle d’Aosta il francese.
Istanza di rimborso di imposte sui redditi versate e non dovute (Italia)
Per chi ha pagato con F24 un’imposta sui redditi non dovuta o in misura superiore al dovuto – un versamento doppio, un importo sbagliato – e non può recuperarla con la dichiarazione dei redditi. L’istanza va all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente per il domicilio fiscale entro 48 mesi dal versamento (art. 38 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602). È esente da marca da bollo. Se l’Agenzia tace per 90 giorni, si può fare ricorso alla Corte di giustizia tributaria.
Lettera di accompagnamento alle dimissioni telematiche (Italia)
Il lavoratore del settore privato in Italia si dimette gratuitamente online, con il modulo del Ministero del lavoro, da solo con SPID o CIE o tramite un patronato o un sindacato: è quella procedura a chiudere il rapporto, e nessuna lettera la sostituisce. Questa lettera la accompagna: dice al datore di lavoro la data dell’invio, il preavviso e l’ultimo giorno di lavoro, e chiede le spettanze finali, l’ultima busta paga, il calcolo del TFR e la Certificazione Unica. Serve anche durante il periodo di prova.
Richiesta di congedo per gravi motivi familiari o di aspettativa non retribuita (Italia)
Per il dipendente in Italia che chiede al datore di lavoro un periodo di assenza non retribuita: il congedo per gravi motivi familiari della legge 53/2000, fino a due anni nell’arco della vita lavorativa, con il posto conservato, oppure l’aspettativa prevista dal contratto collettivo. La lettera indica il tipo di congedo e le date, allega la documentazione dei motivi senza descrivere dati sanitari e chiede una risposta scritta. Si invia per raccomandata A/R, per PEC o a mano.
Richiesta di lavoro agile (smart working) al datore di lavoro (Italia)
Per il dipendente in Italia che chiede al datore di lavoro di lavorare in smart working, indicando quanto e da quando, e, se ne ha diritto, la priorità dell’art. 18, comma 3-bis, della legge 81/2017: genitori di figli fino a dodici anni o con disabilità, lavoratori con disabilità grave, caregiver. Lo smart working non è un diritto automatico: si concorda con un accordo individuale scritto. La lettera chiede una risposta scritta. Si consegna a mano, per PEC o per e-mail.
Lettera di licenziamento della colf o della badante (Italia)
Per la famiglia che, come datore di lavoro domestico in Italia, chiude il rapporto con la colf, la badante o la baby-sitter. Nel lavoro domestico il licenziamento non richiede un motivo (art. 2118 c.c.; art. 4 della legge 108/1990), ma va dato il preavviso del CCNL sul lavoro domestico o pagata l’indennità sostitutiva. La lettera comunica il recesso, il preavviso, l’ultimo giorno e le spettanze finali. Non serve per il licenziamento per giusta causa né durante la gravidanza o i congedi per la nascita del figlio. La cessazione si comunica poi all’INPS, gratis. Si consegna a mano con firma per ricevuta, o per raccomandata A/R.
Proposta di saldo e stralcio a un creditore (Italia)
Per chi in Italia ha un debito con un privato, un’impresa, una finanziaria o una società di recupero crediti e vuole proporre di chiudere la posizione pagando una somma minore, in un’unica soluzione o a rate. La lettera indica il debito richiesto, l’importo offerto, le modalità di pagamento e il termine di validità, e dice che il pagamento avverrà solo dopo l’accettazione scritta. Non serve per le cartelle dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Si invia per raccomandata A/R o via PEC.
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