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Contratto di locazione di un garage o di un posto auto (Bulgaria)
Affittare un garage o un posto auto funziona diversamente dall’affittare un’abitazione: contano il numero del posto, il modo in cui si accede e ciò che si può fare all’interno. Il contratto limita l’uso al parcheggio, esclude il deposito di materiali infiammabili e le riparazioni, ed elenca chiavi, badge e telecomandi consegnati, che si restituiscono alla fine.
Richiesta al locatore di riparare un guasto (Bulgaria)
Le riparazioni rese necessarie dall’uso normale spettano al locatore, ma solo se il locatore ne è stato informato. Questo documento rende la comunicazione scritta e datata: che cosa si è guastato, quando è stato notato ed entro quale termine se ne chiede la riparazione. L’inquilino ne conserva una copia, che si rivela utile in una successiva lite sul deposito cauzionale.
Richiesta di attestazione di lavoro per il nido o la scuola dell’infanzia (Bulgaria)
Nella graduatoria di ammissione al nido o alla scuola dell’infanzia, i genitori che lavorano provano l’impiego con un’attestazione del datore di lavoro. Viene respinta più spesso per una formalità mancante che per il contenuto. Per questo la richiesta precisa che cosa deve riportare l’attestazione: il numero di identificazione dell’azienda, un numero di protocollo in uscita, una data, una firma e un timbro. La presenti per tempo: le graduatorie hanno scadenze, l’ufficio paghe no.
Domanda di modifica del conto per l’accredito dello stipendio (Bulgaria)
Cambiare banca è una piccola cosa, finché lo stipendio non finisce su un conto chiuso. Questa domanda comunica all’ufficio paghe il nuovo conto e da quale mese vale. La presenti prima del giorno di paga, non dopo: il bonifico si prepara in anticipo.
Comunicazione al datore di lavoro dell’assenza per malattia (Bulgaria)
Il certificato di malattia lo rilascia il medico, ma il datore di lavoro deve essere informato dell’assenza subito, non al rientro. Questo documento lo fa per iscritto: la data di inizio dell’assenza, il numero del certificato di malattia e come contattarLa. La comunicazione non sostituisce il certificato; lo accompagna.
Reclamo per un prodotto difettoso (Bulgaria)
Quando un bene acquistato si guasta, o risulta diverso da quanto promesso, il venditore Le deve una riparazione, una sostituzione o il rimborso, ma per legge il reclamo va fatto per iscritto. Questo modulo serve a questo: che cosa ha acquistato, quando, che cosa non va e che cosa chiede. Conservi una copia con numero di protocollo, o la prova di spedizione: senza la prova di aver presentato il reclamo, il tempo non lavora a Suo favore.
Consenso del proprietario alla registrazione dell’indirizzo (Bulgaria)
Quando si registra a un indirizzo che non è Suo, il comune bulgaro chiede il consenso scritto del proprietario. Questo è quel documento. Si presenta insieme alla domanda di indirizzo permanente o attuale, e senza di esso lo sportello restituisce l’intera pratica. Se il proprietario non si presenta di persona allo sportello con la carta d’identità, la firma va autenticata da un notaio: per questo la maggior parte delle persone finisce per andarci due volte.
Domanda di duplicato di un documento (Bulgaria)
Si usa quando un documento originale è andato perso, è stato rubato o distrutto: un diploma, un certificato, una lettera del datore di lavoro. Si indicano i dati del documento perso e il motivo della perdita.
Dichiarazione ai sensi dell’art. 313 del Codice penale (Bulgaria)
La dichiarazione per tutti gli usi che le istituzioni e i datori di lavoro bulgari chiedono più spesso. Lei inserisce i Suoi dati e il testo di ciò che dichiara; l’avvertenza sulla responsabilità penale per le dichiarazioni false è già nel testo.
Sollecito di consegna e risoluzione per mancata consegna di un acquisto (Italia)
Per il consumatore che ha pagato un ordine online, o un bene da consegnare a casa, e non lo ha ricevuto entro il termine promesso o, in mancanza, entro 30 giorni: invita il venditore a consegnare entro un nuovo termine adeguato e annuncia che, se non lo farà, risolverà il contratto e chiederà il rimborso di quanto pagato (art. 61 del Codice del consumo). Il rischio di perdita durante il trasporto resta al venditore fino alla consegna (art. 63). La lettera va inviata per raccomandata A/R o per PEC all’indirizzo PEC del venditore.
Richiesta di certificato di iscrizione e frequenza scolastica (Italia)
Richiesta alla segreteria della scuola, del genitore o dello studente maggiorenne, per avere un certificato di iscrizione o di frequenza per uso privato: datore di lavoro, banca, ente sportivo, autorità estere. Molte scuole rilasciano i certificati dal registro elettronico; con gli uffici pubblici, e ormai anche con i privati, basta l’autocertificazione. Ha lo spazio per la marca da bollo da 16 € (in tabaccheria; @e.bollo online), che non si applica se l’uso è esente. Si consegna in segreteria o si invia per PEC.
Disdetta di un abbonamento in palestra o di un altro servizio (Italia)
Per chi vuole chiudere un abbonamento – palestra, piscina, rivista, servizio online – o evitarne il rinnovo: la lettera comunica la disdetta alla scadenza, il recesso nei termini del contratto oppure, se una malattia o un infortunio documentati impediscono di usufruire del servizio, chiede la risoluzione per impossibilità sopravvenuta (artt. 1463 e 1464 c.c.). In Italia non c’è una legge apposita per le palestre: contano il contratto e le regole del Codice del consumo sulle clausole vessatorie. Molti gestori indicano nel contratto come disdire. La lettera va per PEC all’indirizzo PEC dell’impresa o per raccomandata A/R.
Reclamo scritto alla banca (Italia)
Il reclamo alla banca è gratuito, e molte banche hanno un modulo online o un indirizzo PEC per l’ufficio reclami. Questa lettera serve a chi vuole scriverlo da sé: descrive il problema – un addebito non dovuto, un costo non previsto, un servizio non reso – indica che cosa chiede e, se serve, la copia dei documenti (art. 119, comma 4, TUB). È il passo che apre il ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario, online e con un contributo di 20 €. Si invia per raccomandata A/R o via PEC.
Quietanza liberatoria di pagamento (Italia)
Per il creditore che in Italia riceve il pagamento di un debito – un prestito restituito, un saldo e stralcio, l’ultima rata di un piano – e deve rilasciarne quietanza, come chiede l’art. 1199 del codice civile. Il documento indica le parti con il codice fiscale, l’importo, la data e il modo del pagamento, il debito originario e se il pagamento è a saldo o in acconto. Lo firma il creditore. Oltre 77,47 € va applicata una marca da bollo da 2 €, che si compra in tabaccheria.
Reclamo all’URP dell’azienda sanitaria o ospedaliera (Italia)
Reclamo scritto all’Ufficio relazioni con il pubblico (URP) di un’ASL, di un’azienda ospedaliera o di una struttura accreditata, per un disservizio o un comportamento nell’assistenza: il paziente o un familiare indica reparto, data e fatti e chiede verifiche e una risposta scritta nel termine della Carta dei servizi. Molte aziende hanno un proprio modulo di reclamo gratuito. Si invia per PEC, raccomandata A/R o a mano. Contiene dati sulla salute: si acquista in bianco e si compila a mano.
Reclamo all’operatore telefonico, internet o pay-TV (Italia)
Per chi ha un contratto di telefonia fissa o mobile, internet o pay-TV e contesta una fattura, un costo non richiesto, un guasto, una linea lenta o un passaggio a un altro operatore andato male: il reclamo scritto all’operatore è il primo passo, e l’operatore deve rispondere entro 45 giorni. Se la risposta non soddisfa, la conciliazione su ConciliaWeb dell’AGCOM, tramite il CORECOM della Sua regione, è gratuita, online, ed è obbligatoria prima di andare dal giudice. La lettera va per PEC all’indirizzo PEC dell’operatore o per raccomandata A/R; vale anche il canale reclami indicato nella carta dei servizi.
Diffida ad adempiere e messa in mora per fatture non pagate (Italia)
Per un’impresa o un professionista non pagato da un cliente impresa: la lettera che elenca le fatture insolute, ricorda gli interessi di mora e i 40 € del d.lgs. 231/2002 dovuti senza bisogno di richiesta, fissa un termine per pagare e vale, a scelta, come diffida ad adempiere ai sensi dell’art. 1454 c.c. (almeno 15 giorni, poi il contratto è risolto di diritto) o come costituzione in mora che interrompe la prescrizione. Si invia per PEC all’indirizzo della società in INI-PEC, o per raccomandata A/R.
Istanza di accesso agli atti amministrativi (Italia)
Richiesta a una pubblica amministrazione di vedere o avere copia di documenti di un procedimento che La riguarda, ai sensi degli artt. 22 e seguenti della l. 241/1990: indica i documenti, il proprio interesse e la modalità di accesso. L’amministrazione risponde entro 30 giorni. Molte amministrazioni pubblicano un modulo gratuito. Per la visione e le copie semplici non serve la marca da bollo; per le copie conformi sì (16 €, in tabaccheria o con @e.bollo), e c’è lo spazio per applicarla. Si invia per PEC o si consegna all’ufficio.
Diffida e messa in mora per il pagamento di una somma (Italia)
Per chi in Italia deve ricevere una somma da un privato o da un’impresa – un prestito non restituito, una fattura o un compenso non pagato – e vuole chiederla formalmente prima di altre iniziative. La lettera indica l’origine del debito e l’importo, assegna un termine in giorni dal ricevimento, costituisce il debitore in mora (art. 1219 del codice civile) e interrompe la prescrizione. Si invia per raccomandata A/R o via PEC, se il debitore ha un indirizzo PEC.
Dichiarazione di conformità all’originale della copia (Italia)
Dichiarazione sostitutiva (artt. 19 e 47 d.P.R. 445/2000) con cui si attesta che le fotocopie allegate sono conformi agli originali: atti rilasciati o conservati da una pubblica amministrazione, pubblicazioni, titoli di studio o di servizio, documenti fiscali da conservare. È la via semplice per concorsi, bandi, università e domande, senza far autenticare le copie. Molte amministrazioni pubblicano un modello gratuito. Non porta marca da bollo (art. 37). Si firma con la copia di un documento d’identità.
Istanza al difensore civico regionale (Italia)
Lettera al difensore civico della Regione, o a quello territoriale della Provincia dove esiste, per chiedere il suo intervento gratuito verso un’amministrazione regionale o locale che non risponde, ritarda o agisce in modo scorretto: riassume i fatti, i passi già fatti (reclamo all’URP, solleciti) e la richiesta. Serve anche contro il rifiuto di accesso agli atti, entro 30 giorni. Molti difensori civici hanno un modulo o un servizio online gratuito. Si invia per PEC, e-mail o raccomandata A/R.
Contratto di lavoro autonomo per freelance e professionisti (Italia)
Per un’impresa o un privato che affida un incarico a un lavoratore autonomo, con o senza partita IVA: oggetto, autonomia nell’organizzazione di tempi e luogo, durata, compenso, pagamento entro 60 giorni al massimo, recesso con preavviso congruo e modifiche solo per iscritto, come vuole la legge 22 maggio 2017, n. 81 sul lavoro autonomo. Per chi non ha partita IVA indica la ricevuta per prestazione occasionale e la ritenuta d’acconto. Il recesso è approvato specificamente (art. 1341 c.c.). Si firma in due copie o digitalmente.
Richiesta di nulla osta per il trasferimento ad altra scuola (Italia)
Lettera del genitore o tutore al dirigente della scuola frequentata per chiedere il nulla osta al trasferimento dell’alunno a un’altra scuola, anche in corso d’anno, e l’invio della documentazione scolastica. Indica alunno, classe, scuola di destinazione e motivo, con la firma dell’altro genitore se la responsabilità è condivisa. Molte scuole hanno un proprio modulo gratuito in segreteria o sul sito. Nella scuola dell’obbligo non serve la marca da bollo (tabella B, art. 11, d.P.R. 642/1972). Si consegna in segreteria o si invia per PEC.
Lettera d’invito per visto turistico Schengen (Italia)
Lettera con cui chi abita in Italia invita un familiare o un amico straniero e chiede all’ambasciata o al consolato d’Italia il visto per breve soggiorno: dati di chi invita e dell’invitato, rapporto, date, indirizzo dell’alloggio, spese a carico di chi ospita, impegno a comunicare l’ospitalità entro 48 ore. Molte sedi consolari pubblicano un proprio modello gratuito, da preferire dove è richiesto. Si firma e si invia all’invitato, che la presenta con la domanda di visto.
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