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Reclamo per pacchetto turistico e danno da vacanza rovinata (Italia)
Per il viaggiatore che ha comprato un pacchetto turistico – volo più hotel, crociera, viaggio organizzato – e ha trovato servizi diversi da quelli promessi: chiede all’organizzatore la riduzione del prezzo, il rimborso delle spese e il risarcimento, compreso il danno da vacanza rovinata (artt. 42, 43 e 46 del Codice del turismo). I difetti vanno segnalati tempestivamente già durante il viaggio, all’organizzatore o all’agenzia; il risarcimento si chiede entro tre anni dal rientro. Le Camere di commercio pubblicano guide gratuite sui pacchetti turistici. La lettera va per PEC all’indirizzo PEC dell’organizzatore o per raccomandata A/R.
Disconoscimento di operazioni di pagamento non autorizzate (Italia)
Per il titolare di un conto o di una carta che trova addebiti che non ha mai fatto né autorizzato (carta clonata o rubata, phishing, bonifici sconosciuti): disconosce le operazioni presso la propria banca – non presso il commerciante –, senza indugio e al più tardi entro 13 mesi dall’addebito (art. 9 del d.lgs. 11/2010), e chiede il rimborso entro la fine della giornata operativa successiva (art. 11). Prima blocchi la carta con il numero gratuito della banca. Se la banca respinge il reclamo, decide l’Arbitro Bancario Finanziario, online, con un contributo di 20 €. La lettera va per PEC all’indirizzo PEC della banca o per raccomandata A/R.
Accordo transattivo tra privati (Italia)
Per chiudere in Italia una lite tra privati o con un’impresa – un debito contestato, un danno, un lavoro eseguito male – con reciproche concessioni, anche come accordo a saldo e stralcio. Il contratto descrive la controversia, ciò che concede ciascuna parte, l’eventuale somma e le modalità di pagamento, e la rinuncia a ogni altra pretesa su quella lite (artt. 1965 e seguenti del codice civile). Non serve per le liti di lavoro. Si firma in due copie.
Comunicazione di recesso da un acquisto online o fuori dai locali commerciali (Italia)
Per il consumatore che ha acquistato online, per telefono, per corrispondenza o da un venditore a domicilio e ha cambiato idea: comunica il recesso entro 14 giorni, senza motivazione (art. 52 del Codice del consumo), e chiede il rimborso di tutto ciò che ha pagato entro 14 giorni. Il modulo tipo che il venditore deve fornirLe e, per i contratti conclusi dal 19 giugno 2026, il pulsante «Recedere dal contratto qui» dei siti di e-commerce sono gratuiti e bastano da soli. Questa lettera serve a lasciare una prova scritta: va inviata per raccomandata A/R o per PEC all’indirizzo PEC del venditore.
Reclamo scritto al fornitore di luce, gas o acqua (Italia)
Per chi ha un contratto di luce, gas o acqua e contesta una bolletta, un conguaglio, una lettura sbagliata o un disservizio: il reclamo scritto al fornitore o al gestore idrico è il primo passo, gratuito, e senza di esso non si accede alla conciliazione. Per luce e gas il venditore deve rispondere in modo motivato entro 30 giorni; se la risposta non soddisfa, il Servizio Conciliazione dell’ARERA è gratuito, online, ed è obbligatorio prima di rivolgersi al giudice. Il fornitore offre anche un proprio modulo di reclamo. La lettera va per PEC all’indirizzo PEC del fornitore o per raccomandata A/R.
Contratto di prestazione di servizi tra imprese (Italia)
Per un’impresa o un professionista che affida un servizio continuativo a un’altra impresa (pulizie, manutenzione, assistenza informatica, consulenza): oggetto, durata, corrispettivo, fatturazione elettronica tramite SdI, termine di pagamento, interessi di mora del d.lgs. 231/2002, obblighi del prestatore, riservatezza e recesso con preavviso, approvato specificamente (artt. 1341–1342 c.c.). Senza foro esclusivo né penali. Si firma in due copie, o digitalmente, e ciascuna parte firma anche l’approvazione delle clausole.
Disdetta di una polizza assicurativa (Italia)
Per chi vuole chiudere una polizza assicurativa – casa, infortuni, responsabilità civile, salute – alla scadenza, così che non si rinnovi tacitamente, o recedere da una polizza di durata superiore a cinque anni trascorso il quinquennio (art. 1899 c.c.). Il preavviso è quello fissato dalla polizza e si conta dal ricevimento della lettera. La RC auto invece non va disdetta: non si rinnova mai tacitamente. Molte compagnie accettano la disdetta anche dall’area clienti o tramite l’agente, gratuitamente. La lettera va per PEC all’indirizzo PEC della compagnia o per raccomandata A/R.
Istanza di autotutela all’Agenzia delle Entrate (Italia)
Per chi ha ricevuto dall’Agenzia delle Entrate un avviso, una comunicazione di irregolarità o una cartella con un errore evidente: persona sbagliata, errore di calcolo, pagamento già fatto e non considerato. Prima della lettera, il canale gratuito: il servizio online CIVIS dell’Agenzia, per comunicazioni e cartelle, e il suo fac-simile in carta libera. L’istanza va all’ufficio dell’Agenzia che ha emesso l’atto o, per una cartella, a quello che ha iscritto le somme a ruolo, con PEC, raccomandata o a mano, senza marca da bollo; non sospende i 60 giorni per il ricorso.
Istanza di autotutela al Comune per IMU, TARI e altri tributi locali (Italia)
Per chi ha ricevuto dal Comune, o dal concessionario che riscuote per il Comune, un avviso di accertamento o di pagamento IMU, TARI o di un altro tributo locale con un errore evidente: immobile non posseduto, superficie o rendita sbagliate, pagamento già fatto, persona sbagliata. Molti Comuni hanno un proprio modulo o uno sportello online gratuito: se c’è, lo usi. L’istanza va all’ufficio tributi che ha emesso l’atto, con PEC o raccomandata A/R, e non sospende i 60 giorni per il ricorso.
Contratto di lavoro a tempo indeterminato (Italia)
Per l’impresa o il professionista che assume un dipendente in Italia a tempo indeterminato, a tempo pieno o parziale. Il contratto indica CCNL applicato, livello, mansioni, luogo di lavoro, periodo di prova (al massimo sei mesi), orario, retribuzione, ferie, preavviso e TFR, e contiene le informazioni scritte richieste dal d.lgs. 152/1997 come modificato dal decreto trasparenza. Si firma in due copie prima dell’inizio del lavoro. Per colf e badanti c’è il contratto di lavoro domestico.
Diffida alla restituzione del deposito cauzionale (Italia)
Per l’inquilino che in Italia ha lasciato la casa e riconsegnato le chiavi, ma non ha ricevuto indietro la caparra: la diffida al locatore a restituire il deposito cauzionale con gli interessi legali maturati anno per anno (art. 11 della legge 27 luglio 1978, n. 392) entro quindici giorni, con la contestazione delle trattenute non dovute e l’avviso che in mancanza seguirà la mediazione o l’azione in giudizio. Si invia per raccomandata A/R, o per PEC se il locatore ha un indirizzo PEC.
Richiesta di rateizzazione di IMU, TARI e altri tributi comunali (Italia)
Per chi ha ricevuto dal Comune un avviso di accertamento esecutivo o un’altra richiesta di pagamento di IMU, TARI o di un altro tributo locale e non può pagare tutto in una volta. Molti Comuni hanno un proprio modulo gratuito: se c’è, lo usi. La rateizzazione segue il regolamento comunale o, in mancanza, la legge 27 dicembre 2019, n. 160: fino a 72 rate mensili secondo l’importo, e il regolamento deve consentire almeno 36 rate per i debiti oltre 6.000,01 €. La richiesta dichiara la temporanea difficoltà economica ed è esente da marca da bollo.
Richiesta dei prospetti paga a colf e badanti (Italia)
Per la colf, la badante o la baby-sitter in Italia che chiede alla famiglia datrice di lavoro i prospetti paga di alcuni mesi e la dichiarazione delle retribuzioni corrisposte nell’anno, che il CCNL sul lavoro domestico prevede al posto della Certificazione Unica, perché la famiglia non è sostituto d’imposta. Servono per la dichiarazione dei redditi, il rinnovo del permesso di soggiorno, un affitto, la NASpI o il controllo dei contributi. Si consegna a mano, facendo firmare la copia, o per raccomandata A/R.
Richiesta di anticipazione del TFR al datore di lavoro (Italia)
Per il dipendente in Italia con almeno otto anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro che chiede un anticipo del trattamento di fine rapporto. L’art. 2120 c.c. lo consente una sola volta nel corso del rapporto, fino al 70% del TFR maturato, per spese sanitarie straordinarie o per l’acquisto della prima casa per sé o per un figlio; l’art. 7 della legge 53/2000 aggiunge le spese durante un congedo parentale o per la formazione. La lettera indica il motivo e allega la documentazione. Se il TFR va a un fondo pensione, l’anticipo si chiede al fondo. Si invia per raccomandata A/R, per PEC o a mano.
Verbale di consegna dell’immobile locato (Italia)
Per locatore e inquilino in Italia all’inizio di un affitto: il verbale firmato da entrambi che descrive l’immobile al momento della consegna – letture dei contatori, chiavi consegnate, stato di ogni locale, arredi ed elettrodomestici, foto allegate e osservazioni. È la descrizione concordata a cui rinvia l’art. 1590 del codice civile: alla fine della locazione l’immobile si restituisce nello stato descritto, salvo l’usura normale. Si redige in due copie, una per parte, e si allega al contratto.
Contratto di lavoro domestico per colf e badanti (Italia)
Per la famiglia che assume in Italia una colf, una badante o una baby-sitter a tempo indeterminato. Il contratto segue il CCNL sulla disciplina del rapporto di lavoro domestico rinnovato il 28 ottobre 2025: livello, mansioni, convivenza, orario, retribuzione, vitto e alloggio, prova, ferie, preavviso e TFR, con i valori del CCNL che il datore di lavoro inserisce. L’assunzione va comunicata gratuitamente all’INPS entro il giorno precedente l’inizio. Il lavoro domestico non usa la procedura delle dimissioni telematiche.
Richiesta di copia delle buste paga e della Certificazione Unica (Italia)
Per chi lavora o ha lavorato come dipendente in Italia e chiede al datore di lavoro, anche a quello di prima, la copia delle buste paga di alcuni mesi e delle Certificazioni Uniche di alcuni anni: per un mutuo, la NASpI, la dichiarazione dei redditi o per controllare quanto è stato pagato. Il prospetto paga è dovuto a ogni pagamento (legge 4/1953), e la richiesta vale anche come accesso ai propri dati personali (art. 15 GDPR), con risposta entro un mese. Si invia per raccomandata A/R, per PEC o a mano.
Lettera di recesso del datore di lavoro durante il periodo di prova (Italia)
Per il datore di lavoro in Italia che chiude un rapporto durante il periodo di prova. Se il patto di prova è valido, cioè scritto prima dell’inizio e con le mansioni indicate, il recesso è libero, senza preavviso né indennità (art. 2096 c.c.). La lettera comunica la data di cessazione e le spettanze finali. Non serve per licenziare dopo la prova: in quel caso valgono le regole del licenziamento. Si consegna a mano con firma per ricevuta, o per raccomandata A/R.
Proposta di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro (Italia)
Per il dipendente del settore privato in Italia che propone al datore di lavoro di chiudere il rapporto di comune accordo, con una data e le condizioni che chiede. La lettera è solo la proposta: l’accordo diventa efficace se è poi formalizzato gratuitamente con la procedura telematica del Ministero del lavoro o firmato in una sede protetta, come l’Ispettorato o una sede sindacale. Dopo una risoluzione consensuale la NASpI spetta solo in casi particolari. Si invia per raccomandata A/R, per PEC o a mano.
Contratto di locazione abitativa a canone libero 4+4 (Italia)
Per chi affitta un’abitazione in Italia a canone libero, e per il suo inquilino: il contratto 4+4 della legge 9 dicembre 1998, n. 431, con quattro anni rinnovabili per altri quattro, canone e scadenze, deposito cauzionale fino a tre mensilità con gli interessi legali annuali, scelta tra cedolare secca e aggiornamento ISTAT, recesso del conduttore per gravi motivi con sei mesi di preavviso, riparazioni, oneri accessori e clausola APE. Si firma in due copie; il locatore lo registra all’Agenzia delle Entrate entro trenta giorni con il modello RLI, gratuito online.
Diffida al datore di lavoro per stipendi e straordinari non pagati (Italia)
Per il lavoratore, in servizio o cessato, che in Italia non ha ricevuto stipendio, tredicesima, straordinari o altre voci. La lettera elenca mese per mese le somme lorde dovute, mette in mora il datore di lavoro con un termine per pagare, chiede interessi e rivalutazione e interrompe la prescrizione di cinque anni. Annuncia il passo successivo: la richiesta gratuita di intervento all’Ispettorato territoriale del lavoro, per una conciliazione o una diffida accertativa. Si invia per raccomandata A/R o per PEC.
Diniego di rinnovo del locatore alla prima scadenza del 4+4 (Italia)
Per il proprietario che in Italia non vuole rinnovare un contratto 4+4 dopo i primi quattro anni: la comunicazione al conduttore del diniego di rinnovo per uno dei motivi dell’art. 3, comma 1, della legge 9 dicembre 1998, n. 431 – uso abitativo o professionale proprio o dei familiari, altro alloggio libero del conduttore, vendita – con i fatti che lo precisano, perché il motivo va indicato a pena di nullità. Si invia per raccomandata A/R ad ogni conduttore almeno sei mesi prima della scadenza.
Assenso dell’altro genitore al passaporto o alla carta d’identità del figlio minore (Italia)
Per il genitore che non può presentarsi in Questura o in Comune quando l’altro chiede il passaporto o la carta d’identità valida per l’espatrio del figlio minore. Servono l’assenso di entrambi i genitori, anche separati o divorziati (legge 21 novembre 1967, n. 1185). La Questura ha un proprio modulo di assenso, gratuito; in alternativa vale una dichiarazione sostitutiva come questa, firmata e consegnata con la copia del documento d’identità del genitore che la firma.
Verbale di riconsegna dell’immobile locato (Italia)
Per locatore e inquilino in Italia alla fine di un affitto: il verbale firmato da entrambi alla restituzione delle chiavi, con le letture dei contatori, le chiavi restituite, lo stato di ogni locale confrontato con quello della consegna, gli eventuali danni oltre il normale uso, le riserve delle parti, il deposito cauzionale versato e gli accordi sulla sua restituzione, e il nuovo indirizzo dell’inquilino. Fissa lo stato dell’immobile alla data della riconsegna (art. 1590 c.c.) e si redige in due copie.
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